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Andrea Chiesi : "PERPETUUM MOBILE"

1 anno fa

Andrea Chiesi da sempre esplora le periferie urbane, spazi resi obsoleti dalla smaterializzazione del lavoro: zone dismesse simbolo del vissuto collettivo, luoghi misteriosi, ancestrali, decadenti. Per la sua prima personale a Berlino, l’artista presenta un progetto inedito: ritrae una serie di luoghi tra Kreuzberg e Ostkreuz, in bilico tra  il passato e la cancellazione. Una mappa personale composta da 23 disegni e oli su tela che si sviluppa attraverso lo sguardo di Paola Verde, fotografa milanese che vive a Berlino e porta avanti con la fotografia una ricerca analoga. Un percorso attraverso lo sguardo dell’altro, nato da un incontro casuale e a distanza, che conduce il visitatore attraverso un mondo onirico e oscuro dove il Tempo si e´ fermato. Autodidatta, Andrea Chiesi si forma nel panorama controculturale dei primi anni ’80 legato alla musica indipendente: punk, industrial, new wave, disegnando per fanzine, pubblicazioni underground, esponendo in centri sociali. Testimoniano quegli anni i suoi primi lavori realizzati con un inchiostro nero/violaceo, sia in grande formato che su piccoli taccuini, in cui appaiono personaggi, figure e ambienti legati sotto vari aspetti a quel mondo. Dai primi anni ’90 il segno si allarga a una dimensione pittorica e la ricerca inizia a concentrarsi sulla vasta tematica del paesaggio contemporaneo dipinto a olio su tela. La prima fase del lavoro consiste nella ricerca e nell’intrusione, spesso abusiva, in quegli spazi che una volta individuati vengono documentati con la fotografia: periferie, fabbriche abbandonate, aree industriali, porti, stazioni, parcheggi, cantieri, case. E’ la testimonianza della trasformazione del paesaggio contemporaneo come riflesso della nostra esistenza e di una memoria storica con risvolti sociali: il lavoro, le lotte operaie, gli scioperi, l’industria pesante, le sacche marginali, le occupazioni, lo scempio ambientale, il degrado, l’abusivismo, i luoghi abbandonati. La seconda fase è quella pittorica vera e propria in cui l’artista ricrea uno spazio nuovo, essenziale, azzera i luoghi, modifica le costruzioni, lavora per sottrazione, oppure all’opposto intensifica le linee, spinge la prospettiva oltre una soglia che pare infinita, esaspera i grovigli di strutture con una rigorosa insistenza a metà strada tra la pratica zen e l’ossessione maniacale. È un altro mondo, un luogo della mente, un luogo che e’ su questa terra e al tempo stesso al di fuori di questa terra. Un Altrove parallelo che conserva soltanto una sottile traccia di quello originario. Recentemente il lavoro ha indagato anche la dimensione del tempo: l’artista ha prima fotografato, poi dipinto il mondo osservato attraverso le finestre della sua casa in diversi momenti del giorno e della notte, segnando su un diario il giorno, ora, minuto e secondo dell’attimo colto. In questa luce il lavoro diventa una sola opera autobiografica costituita da diverse parti: i diari, i taccuini, le incursioni, le fotografie, i disegni, i dipinti. Ha collaborato con gli scrittori Emidio Clementi, Ugo Cornia, Giovanni Lindo Ferretti, Marco Philopat, Simona Vinci. Ha collaborato con i gruppi musicali Consorzio Suonatori Indipendenti e Officine Schwartz.

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Andrea Chiesi : "PERPETUUM MOBILE"

1 anno fa

Andrea Chiesi : Perpetuum Mobile solo show opening: 27.05.2011 XLAB Corrosive Art Farm Berlin