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I maggiordomi del capitale contro i lavoratori ed i pensionati nella manovra “salva banche”. Un’altra manovra! Il 4 dicembre è arrivata la manovra “salva banche” del governo dei professori, che tali non si sono rivelati nella loro capacità di continuare l’opera del governo Berlusconi- Bossi. Con questa azione governativa l’ammontare delle manovre da luglio in poi supera i 200 miliardi di euro, sottratti ai lavoratori ed ai pensionati. Il nuovo governo gode dell’appoggio del Pdl, del Pd, che sta al governo con Berlusconi ed i fascisti e dice di stare dalla parte dei più deboli, mentre li indebolisce sempre più e ne aumenta la quantità, del Terzo Polo, schierati a difendere gl’interessi del capitale, delle banche e delle corporazioni. La lega è all’opposizione per cercare nuove fantasiose strade al suo fallimento politico ed alla partecipazione attiva nella difesa del capitale e della rendita. L’Idv, che ha votato la fiducia al vescovo Monti, non se la sente di appoggiare l’articolato governativo. La nuova manovra colpisce pesantemente i lavoratori ed i pensionati e mantiene i privilegi per il capitale. Rimangono nel bilancio statale i miliardi donati a fondo perduto alle imprese, a cui si aggiungono agevolazioni sull’Irap ed un fondo per le piccole e medie imprese. Non viene toccata l’evasione fiscale. Non vi sono norme contro il lavoro nero. Non vi è traccia di patrimoniale. Le liberalizzazioni restano nel libro dei sogni. La riduzione del costo della politica è rinviata alle calende greche. Il governo Monti è la prosecuzione del governo Berlusconi! La differenza, forse, sta nel tacco delle signore, tacco 15 per il governo Berlusconi, tacco 6 per il governo Monti, e nell’assenza ipotetica di “bunga bunga”. “ I soldi bisogna prenderli dove ci sono. I poveri hanno pochi soldi, ma sono in tanti.” Diceva Petrolini. E’ la massima del nuovo esecutivo, in sintonia con i precedenti. Hanno colpito duramente in questi mesi stipendi, pensioni, posti di lavoro, condizioni di lavoro; la casa, la sanità, la scuola, i trasporti. Lo hanno fatto con il sorriso dicendo, tra l’altro, che era per il bene dei nostri figli, come se un bambino, un ragazzo, vivesse meglio con il padre o la madre disoccupati, in cassa integrazione, con meno soldi in casa; con un’assistenza sanitaria precaria, una scuola inefficiente, con una rete di trasporti carente. Lo hanno fatto dicendo di pensare alla famiglia. Quale famiglia intendono? Lo hanno fatto in pieno accordo, al di la delle finzioni di circostanza, i partiti parlamentari ed i sindacati, basta leggere le loro proposte, risibili, nell’audizione alla commissione bilancio della camera per rendersi conto della loro aquiescenza e tenere in conto il modo di organizzare le tre ore di sciopero del giorno 12.12.011. Perché di fronte ad un attacco feroce come quello degli ultimi mesi del governo Berlusconi e del governo Monti non si è bloccato tutto fino al ritiro delle norme varate? Lo hanno fatto in accordo con la Chiesa, che non viene toccata dall’ Imu, nonostante propagandi la povertà come mezzo per accedere per primi in paradiso. Nonostante tutto , credo che non abbiano affrontato i nodi del capitale europeo, che si trova ad affrontare un calo di domanda sul mercato e che con le sue politiche non si pone in una realtà diversa e migliore. Siamo soli! Solo noi! Dobbiamo prendere coscienza che in questo sistema i lavoratori sono un mezzo per il profitto, sono macchine, bestie da soma, anche se sembra brutto sentirsi in questo modo. Ma la verità è la verità e non si può nascondere. O noi riusciamo presto ad organizzare le nostre forze in modo compatto per difenderci nella dimensione attuale, utilizzando anche il nostro strumento sindacato, oggi in mano agli opportunisti ed ai borghesi, e lottare per un mondo nuovo senza classi o altre situazioni peggiori dovremo affrontare! Il futuro è nelle nostre mani! Non mettiamolo nelle mani dei maggiordomi del capitale! “ Cerca sempre ciò che ami per non accontentarti di ciò che trovi.”

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 5 mesi e 2 settimane fa

La democrazia: miglior involucro per il capitale. In questi anni abbiamo assistito all’aumento progressivo dello sfruttamento della classe operaia. Abbiamo visto riduzioni del poter d’acquisto dei salari, condizioni di lavoro peggiorate, perdita di diritti acquisiti, aumento dell’età pensionabile, crescita della disoccupazione e della precarietà, la scuola pubblica sempre meno vicina ai bisogni degli scolari e degli studenti, la sanità lontana dalle esigenze dei cittadini, la politica dei trasporti aliena alle necessità degli utenti. In dieci anni abbiamo perso almeno cinquant’anni di diritti e di condizioni di vita. A questa situazione hanno concorso partiti del governo e dell’opposizione. Ha concorso una politica sindacale succube degl’interessi del “Paese” e non vicina a quelli dei lavoratori. Berlusconi e Bossi avevano promesso il paradiso ed invece ci hanno portato all’inferno. Il magico federalismo è un’altra truffa, utile solo alle varie frazioni borghesi e foriero di nuove tasse par i lavoratori, gli unici a pagare le imposte fino all’ultimo euro. I sindacati, come all’inizio degli anni sessanta, sono divisi. La Cisl e Uil, come allora, hanno scelto di fare da stampella alle azioni del governo e del capitale. Governo, opposizione, Cisl, Uil, che si dichiarano democratici, non accettano che gli accordi vengano votati dai lavoratori per timore di essere sconfitti ed impongono alla stragrande maggioranza accordi utili solo alle imprese ed al profitto. Questi signori, autodefinitisi democratici, mostrano la vera faccia del sistema, che è una vera dittatura della classe borghese sulla classe operaia. La libertà, l’uguaglianza, la fratellanza del sistema democratico sono solo parole vuote, buone per riempirsi la bocca! I mass-media, così pronti nelle campagne quando si tratta di condurre battaglie per gl’interessi della frazione borghese di riferimento, non sprecano una riga o una parola per segnalare le azioni dittatoriali del governo, della Cisl e della Uil con il rifiuto di far votare le piattaforme e gli accordi. Si riempiono però pagine di giornali ed ore di televisione con le armi di distrazione di massa come la sicurezza, l’immigrazione,il terrorismo,lo sport, il gossip. Intanto si continua a morire nei luoghi di lavoro ed gl’immigrati sono uniti nello sfruttamento ad ogni lavoratore italiano. Il denaro non ha né colore né razza! I disoccupati aumentano. I soloni del capitale si dicono preoccupati da questa realtà, dicono che bisogna fare di tutto per invertire la tendenza, intanto le loro azioni vanno in direzione contraria e favorevole all’aumento dello sfruttamento dei lavoratori e del profitto. Di recente sono uscite alcune ricerche di Fulvio Contorti, capo ufficio studi di Mediobanca ed i risultati per alcuni osservatori economici sono stati “sconvolgenti”. Nel 2009, anno di grande crisi, le aziende italiane medie e medio-grandi hanno chiuso i bilanci con un attivo di quasi 65 miliardi di euro. Nel confronto tra imprese italiane, tedesche e spagnole, fatto uguale a 100 il valore aggiunto per dipendente delle aziende tedesche, si ha 87,8 per le italiane e 79,9 per le spagnole. Costo del lavoro tedesco uguale 100, per l’ Italia si ha 80.9, per la Spagna 72,4. Per quanto riguarda il margine operativo netto, fatto uguale 100 in Germania, si ha 118,9 per l’Italia e 123,5 per la Spagna. Il problema per imprese italiane nasce nel ramo imposte, nonostante le promesse di Berlusconi e Bossi. Una media azienda tedesca paga il 25,8 per cento d’imposte su quello che guadagna, in Spagna il 25,6, in Italia il 48,3. In questo modo cade un’altra favola del governo Berlusconi. Alcune aziende italiane scelgono paesi come la Slovenia per impiantare le loro produzioni non per i salari bassi, sono più alti, ma per le tasse inferiori, oltre, in molti casi, per finanziamenti governativi, che permettono di avere un costo del lavoro più basso. Il quadro esposto mostra chiaramente che chi lavora vede crescere miseria e disoccupazione, chi vive di profitto gongola nella maggiore ricchezza. La democrazia borghese è un inganno ed è il miglior involucro del capitalismo! C’è bisogno di comunismo e c’è bisogno di battere i nemici che sono in casa nostra per avere l’orgogliosa consapevolezza di aver battuto tutta la vecchia società! Costruiamo il futuro con le nostre mani!

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 1 anno e 7 mesi fa

L’umanità merita una vita vera. La situazione critica dal lato economico-finanziario della Grecia e di altri Paesi dell’area euro ed i contraccolpi, che sono seguiti sui mercati finanziari con l’indebolimento della moneta, mostra ancora una volta da un lato che, quando si tratta di salvaguardare gl’interessi economico-finanziari della borghesia, i soldi ci sono, e che dall’altro lato a pagare sono sempre coloro che vivono del loro stipendio. In Grecia la classe lavoratrice è stata colpita duramente con tagli agli stipendi ed ai diritti pensionistici e di difesa del lavoro. In tutta l’area euro, nonostante il calo degli stipendi degli ultimi anni, insieme a minori diritti sul lavoro e sulle pensioni, ci si appresta ad aggravare la condizione dei lavoratori. Non paga la borghesia e la piccola borghesia, base di massa del sistema, in cui si annida grande quantità di evasione fiscale, ma ancora una volta la classe lavoratrice. La democrazia borghese mostra ancora una volta quali interessi rappresenta. Mostra sempre più in modo chiaro che per chi lavora vi sono sempre sacrifici sia che l’economia vada bene sia che soffra. La democrazia borghese rappresenta il capitale e ne cura gl’interessi! Chi vive del proprio lavoro ha sempre più realtà per capire che la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la fratellanza, l’amore nel sistema odierno sono solo parole al vento. L’umanità non supererà mai nella condizione odierna la necessità di soddisfare i propri bisogni, ma l’acuirsi della lotta tra borghesie accentuerà il disagio e le tragedie. Il comunismo è attuale! La speranza di un mondo diverso, nuovo, che soddisfi i bisogni del genere umano, trova possibilità di realizzazione solo nel comunismo. Essere contro il comunismo in modo consapevole o inconsapevole significa essere contro la libertà di vivere, contro la vita. Essere per la vita significa innanzitutto mettere in condizione l’umanità intera di poter soddisfare i propri bisogni materiali e spirituali. Vuol dire dare a tutti la possibilità di godere dei beni prodotti socialmente con il lavoro. Niente più ricchi e niente più poveri! Solo esseri umani che collaborano dal lato sociale alla produzione dei beni e ne possano godere in modo uguale. La vita è bella! Questo sistema però non permette a miliardi di persone di goderla in tutto il suo splendore ed il paradosso è che coloro che se la godono da ogni punto di vista ci tengono lezione sull’austerità e sui sacrifici necessari. Siamo stufi di fare sacrifici! Chi vive del proprio lavoro fa sacrifici fin da quando è nel grembo materno! Siamo stufi di ascoltare lezioni di vita da miliardari e da chi li serve! Noi possiamo dare insegnamenti a lor signori! La cancelliera tedesca, che con i suoi tentennamenti ha permesso che la situazione greca, insieme a tutta l’area euro, si aggravasse, non paga dazio. Chi lavora, se sbaglia, paga sempre. Spesso duramente. C’è bisogno di comunismo! C’è bisogno di una società di eguali, che metta al centro l’essere umano e le sue necessità! Se lo vogliamo, possiamo sognare! I tempi duri, che stanno per sopraggiungere nei prossimi anni, porteranno possibilità enormi di organizzazione della classe lavoratrice e di chiarezza di obiettivi, non più limitati al presente, ma al futuro come ultima frontiera dell’umanità. La storia porterà nuove occasioni. Ci metterà davanti a percorsi straordinari da poter intraprendere. Noi dobbiamo essere presenti con la passione per una realtà di vera libertà, vera uguaglianza, vera giustizia, vera fratellanza e con l’ideale di una vita vera e meravigliosa per tutto il genere umano.

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 2 anni fa

Mentre diceva queste parole, chissà perché le venne in mente la poesia di un poeta anonimo. Va’ pure tranquillo nel frastuono di questa vita frenetica, ma pensa quanta pace può esserci nel silenzio. Con dignità, senza compromessi, fai di tutto per andare d’accordo con chi ti sta vicino. Di’ la tua verità in modo chiaro e sereno e ascolta gli altri: anche se sciocchi o ignoranti anche loro hanno una storia da raccontare. Evita chi è aggressivo o chi parla troppo forte, perché opprime il tuo spirito. Se ti paragoni agli altri puoi diventare presuntuoso o invidioso; mettiti uno specchio nell’anima; ci sarà sempre chi è più in alto o più in basso di te. Impegnati nel tuo lavoro: per umile che sia, è la sola cosa vera nel gioco delle alterne fortune. Sii cauto negli affari: il mondo è pieno di inganni; ma non essere cieco di fronte alla vera onestà: c’è molta gente che lotta in nome di alti ideali e c’è eroismo un po’ dovunque. Sii te stesso. Sii te stesso. Soprattutto non fingere affetti, ma non essere cinico in amore, perché, malgrado le amarezze e le delusioni, l’amore è la forza prima che anima l’universo. Accetta il passare degli anni e abbandona senza rimpianti le smanie della gioventù. Abitua il tuo spirito a essere forte perché ti sorregga nelle improvvise avversità e non fare drammi su cose che non esistono: le paure nascono solo dalla stanchezza e dalla solitudine. Sii dolce con te stesso: hai diritto di stare al mondo. Con tutte le ipocrisie, le ingratitudini e i sogni andati in fumo, il mondo è ancora bello. Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice! Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 2 anni e 3 mesi fa

Una causa di tutta l’umanità. Ogni giorno di più, mentre rappresentanti “colti” della classe dominante e illustri e meno illustri esponenti dell’opportunismo, cercano di convincere il genere umano e le classi subalterne che l’attuale sistema sia il “non plus ultra” per l’umanità e che non c’è alternativa al capitalismo, seppur migliorabile, appare chiaro agli occhi di ogni persona che queste teorie sono solo false rappresentazioni della realtà. La ricchezza continua a crescere di pari passo con l’aumento della povertà, dei senza lavoro, dei senza casa, dei morti per fame, compresi milioni di bambini, dei periti in guerre. Aumentano le persone che non riescono a soddisfare i propri bisogni, i sottoalimentati, gli sfruttati, coloro che non vivono la vita nel suo splendore, ma cercano solo di sopravvivere. Per chi lavora il ritorno a prassi legali e contrattuali di un secolo fà, seppur con nomi nuovi, rende il rapporto con la produzione sempre più schiavistico, con il consenso silenzioso delle dirigenze sindacali. Si espandono le ideologie razziste e si vede il nemico nell’immigrato e di chi ha un colore diverso della pelle, chiudendo gli occhi di fronte alla vera causa della misera vita che si conduce: il profitto ed il sistema su cui esso si basa. Sembra forte il capitalismo e non si accorge della sua fragilità, del suo essere solo di passaggio per la vera frontiera dell’umanità: Il comunismo. Lo sviluppo delle forze produttive è ormai tale da permettere un’economia amministrata direttamente dai produttori e senza proprietà privata, eliminando il disordine economico, lo spreco, il parassitismo ed assicurando il benessere a tutti. Il comunismo è una causa di tutta l’umanità perché mira ad una civiltà superiore, che darà ad ognuno secondo i suoi bisogni e riceverà da ciascuno secondo le sue capacità. I “soloni” della classe dominante e dell’opportunismo sbraitino pure contro questa dottrina sociale, spaccino pure capitalismi di stato come quello sovietico, cinese per comunismo, non riusciranno mai a togliere dall’animo di tante persone la speranza ed il sogno di una nuova era socio-economica, per il semplice fatto che è la stessa società attuale a produrre idee, lotte, azioni per il “Mondo Nuovo”. “ …vogliamo uno stato al servizio dei cittadini…che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria…che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport…che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, che faccia tutto quello che serva per elevare la mente e lo spirito delle persone…ove è d’obbligo lavorare e studiare, nei modi che saranno ritenuti più coerenti in base allo sviluppo economico-sociale. Il caldo respiro della speranza Giuseppe Calocero Noi vogliamo che la vita di ogni persona sia garantita dalla gestazione alla morte in modo concreto, non propagandistico, come accade nell’attuale dimensione sociale. “La società capitalistica non ci offre dunque che una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa; e quanto più sarà completa, tanto più rapidamente diventerà superflua e si estinguerà da se.” Stato e rivoluzione Lenin Viviamo serenamente e con fiducia la nostra vita aprendoci ad essa e non chiudendoci in noi stessi, protagonisti e non spettatori di un confronto politico costruito sulla pelle di chi lavora per dare ai ricchi sempre di più ed agli sfruttati sempre di meno. Culliamo nei nostri cuori la fiammella della speranza e del sogno di una vita nuova, aprendoci ai nostri simili, al di là della razza, del colore, perché la colpa delle miserie è del sistema del profitto, costruendo insieme un futuro nuovo e migliore. Un mondo nuovo nel comunismo è possibile! Il comunismo è una causa di tutta l’umanità!

(0 punti) (16 commenti) TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi 2 anni e 5 mesi fa

Il comunismo è libertà! Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di solito, quando vuole recare offesa a qualcuno lo apostrofa con l’aggettivo comunista. Tutta la propaganda borghese ha inculcato nelle menti delle persone, soprattutto negli ultimi anni, che il comunismo è uguale al fascismo ed la nazismo, anzi peggio. Hanno contribuito a questo falso dottrinario, storico, culturale le organizzazioni ed i rappresentanti di queste che si dichiaravano comunisti e tali erano solo nelle dichiarazioni. Gli esempi di comunismo che vengono portati sono l’Unione sovietica di Stalin, la Cina di Mao, Cuba ed altre esperienze di governo medie e piccole dove è regnato o regna il controllo dello stato sull’economia, ma che nulla hanno avuto od hanno a che fare con il comunismo, essendo varianti del sistema capitalistico. Perché questa propaganda di massa di falsificazione della storia e della cultura politica? Perché la borghesia sa bene che l’unico avversario vero, radicato nel suo stesso ventre economico e nelle sue contraddizioni, al suo sistema di sfruttamento di miliardi di persone è la teoria comunista. “Noi ci chiamiamo comunisti. Che cos’è un comunista? Comunista è una parola latina. Comunista deriva dalla parola comune. La società comunista significa: tutto in comune, la terra, le fabbriche, il lavoro. Ecco cos’è il comunismo.” Lenin “ I compiti delle associazioni giovanili” Il comunismo è questo non altro. In quale situazione questa dimensione economico-sociale ha preso piede? Ad eccezione del comunismo primitivo, agli albori dell’umanità, quest’esperienza non si è ancora mai realizzata. La rivoluzione russa del 1917, di cui ricorre in questi giorni il 92° anniversario, è stato un tentativo grandioso, il più grande tentativo dopo la Comune di Parigi, di eliminare le classi, ma, causa le mancate rivoluzioni negli altri paesi europei, esso è fallito. Lo stalinismo rappresentò la controrivoluzione borghese ed infatti annientò tutti i comunisti travestendoli da traditori della patria, da ebrei, da nemici del bene pubblico. Lo stalinismo come il nazismo ed il fascismo rappresentarono la centralizzazione del potere politico per l’obiettivo di concentrazione economica delle borghesie da essi rappresentate. Queste forme di potere politico non sono altro che l’altra faccia della medaglia del capitalismo, utili come la forma democratica in certi momenti storici. Cercare di fare spregio del comunismo, fin dalla parola, è certamente interesse della borghesia, ma questo non vuol dire che ancora oggi non vi siano miliardi di persone che anelano al sistema descritto da Lenin. Vi sono e crescono sempre più. Così come crescono in quantità e qualità coloro che sempre più si temprano nel quotidiano del capitalismo ed alle fonti del marxismo di quella scienza pratica che porta alla coscienza. La borghesia ed i suoi megafoni sparlano del comunismo perché hanno paura che le menti comprendano il suo grande imbroglio, basato sul profitto e sullo sfruttamento, sulle guerre, sulle morti per fame e miseria di adulti e bambini, sulla ricchezza di pochi e la miseria di molti, sulla negazione dell’essenza della dignità umana, il diritto a vivere ed a vivere serenamente. E’ un’azione di spregio interessata. Le menti libere e non schiave delle idee delle classi dominanti, le menti che ogni giorno cercano di essere libere nella conoscenza non cascano nel tranello, basato sull’ignoranza e l’imbroglio e lottano per un mondo nuovo e migliore. Solo il comunismo può liberare l’ umanità dalle catene e dalle miserie del capitalismo e dare il benessere a tutto il genere umano! “Per i suoi principi, il comunismo è al di sopra del dissidio tra borghesia e proletariato, poiché lo considera giustificato nel suo significato storico soltanto per il presente, non per il futuro; esso intende appunto sopprimere tale dissidio. Riconosce perciò, finchè il dissidio permane, che il risentimento del proletariato contro i suoi oppressori è un a necessità, che rappresenta la leva più importante del movimento operaio ai suoi inizi; ma va oltre tale risentimento, perché il comunismo è appunto una causa di tutta l’umanità, non soltanto degli operai.” F.Engels “ La situazione della classe operaia in Inghilterra

(0 punti) (16 commenti) TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi 2 anni e 7 mesi fa

La storia non si ferma. Il presidente del consiglio, On. Silvio Berlusconi, parlando alla festa del PDL il 27.09.09 ha affermato: “ Io sono il popolo”. Non tenendo conto che il centrodestra ha avuto circa un terzo dei voti dell’intero corpo elettorale ed il presidente del consiglio il 9%, e quindi che è minoranza rispetto agli aventi diritto al voto, tale affermazione si scontra con una realtà sociale divisa in classi, nella quale gl’interessi sono diversificati e contrapposti, e si mostra non concreta ed astratta, visto che gl’interessi del capitalista non coincidono mai con quelli del lavoratore, non potendo andare d’accordo profitto e salario, e si pone nell’ottica dell’ideologia dominante di unificare gl’interessi anche quando essi non potranno mai coincidere. Ne è dimostrazione l’ultima fase economica, ancora in corso, che ha visto regalare alle banche ed alle imprese decine di trilioni di dollari, ma che non trova qualche miliardo di dollari per garantire un salario ai milioni di disoccupati, che ogni giorno accrescono il panorama internazionale. Le banche e le aziende vengono sempre aiutate, i lavoratori e le lavoratrici devono eternamente arrangiarsi! “Noi dureremo per sempre!” Ha ancora affermato l’On. Silvio Berlusconi, riferendosi certamente alla sua persona, innanzitutto, ed alla sua coalizione, ma nell’inconscio non prendendo neanche in considerazione che il capitalismo è solo una fase della storia umana, come lo sono state altre situazioni storiche. Certamente nella situazione contingente è aiutato nella funzione di presidente del consiglio dall’opposizione, che vorrebbe dimostrare di poter fare meglio di lui gl’interessi del sistema Italia, ma non ci riesce, dal sindacato, diretto da burocrati al servizio del profitto, che fa di tutto per indebolire ulteriormente la classe lavoratrice, dalla chiesa, che dimenticando la filosofia dei Vangeli, si mostra, ancora una volta, attenta al potere temporale. Ma il capitalismo non è eterno ed è solo di passaggio! L’ultima frontiera dell’umanità è il comunismo. Non quello propagandato dallo stesso presidente del consiglio, dalla finta opposizione, dai mass-media dell’ex Unione Sovietica, ove il tentativo non riuscito, per la mancata rivoluzione in altri paesi europei, di realizzare una società socialista ha dato sbocco ad un normale sistema capitalistico, ove regnava, come in ogni capitalismo, il profitto. Il tentativo di spacciare il sistema sovietico per comunismo serve a cercare di allontanare gli esseri umani da un’idea di società dove “ogni essere umano da secondo le sue capacità e riceve secondo i suoi bisogni”. Dimenticando che gli embrioni del comunismo ci sono già nel capitalismo, come ogni società precedente aveva gli embrioni di quella seguente. La storia però non si ferma. Essa va avanti e mostra sempre più un sistema capitalistico che ha fatto il suo tempo ed è solo di freno allo sviluppo delle attività produttive, a quello sociale, a quello umano. Il comunismo non è speranza, è certezza scientifica! Non caschiamo perciò nell’abbattimento perché la vita non ci sorride come vorremmo, non caschiamo nella sottomissione dell’inerzia, dell’apatia, della sfiducia negli altri ed in noi, ma più la vita è dura è più, sapendo che il motivo è da ricercarsi nell’attuale sistema socio-economico, cerchiamo di conoscere e nella conoscenza trovare le energie per unire i cuori e le menti di chi vive nel presente e che vuole un futuro. Solo così possiamo lottare per un mondo senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in cui ogni essere umano possa veramente sentirsi tale e non un numero, un oggetto. “Nel Mondo Nuovo tutti i cittadini sono proprietari della società in cui vivono. Nei centri produttivi e di servizio i coordinatori sono eletti democraticamente e revocabili in qualsiasi momento. Gli stipendi e le pensioni sono uguali per tutti, compresi i membri del governo, ovvero duemila euro al mese. Tutti devono lavorare sei ore al giorno e dedicare due ore quotidiane allo studio. Non si può accedere al lavoro prima di diciotto anni. Gli uomini godono della pensione a 55 anni, le donne a 50 anni. Tutti devono possedere una casa, una casa vera, non un tugurio. Non esistono differenze tra uomo e donna, poiché esse sono solo fisiologiche. L’infanzia è protetta in ogni suo bisogno e trascorre serena i suoi anni abbeverandosi alle fonti del sapere e dello svago…La cura della salute è gratuita. Il medico di base segue 250 pazienti. Abbiamo ogni 50000 abitanti un centro ospedaliero e, in caso di necessità, un centro anche in città con meno abitanti…L’amministrazione… non entra mai nella sfera privata delle persone…” Da “ Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero

(0 punti) (16 commenti) TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi 2 anni e 7 mesi fa

Per miliardi di esseri umani questa società è un inferno. La società in cui viviamo, che i capitalisti, i mass-media, i pennivendoli, i comitati di affari ed i loro rappresentanti, i venditori di ideologie decantano come la migliore e la meta massima, a cui poter aspirare, è un paradiso per pochi ed un inferno per molti. I fatti dicono che più di un miliardo di persone sono sottoalimentate e che milioni di esse muoiono ogni anno di fame, tra cui 50 milioni di bambini; la libertà, intesa come soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali, per miliardi di esseri umani è un miraggio; l’uguaglianza sociale e la giustizia sociale sono solo parole vuote, senza alcun aggancio con la realtà; la donna è calpestata nel suo animo e nella sua intelligenza; vi sono guerre e lotte civili, che vedono ogni anno milioni di morti, tra cui molte donne e bambini; alla base del pensiero umano domina, visto che le idee dominanti sono quelle della classe dominante, l’individualismo, l’egoismo, l’ipocrisia ed ogni individuo crede di pensare solo ai suoi interessi ponendosi contro tutto e tutti e non si accorge che attua il piano di chi vive dello sfruttamento dei propri simili. Questa non è una società, ma una giungla! Vi sono regole, ma servono solo a preservare i forti ed i loro interessi, mai i più deboli. Oggi va di moda l’ideologia: “La crisi è finita.” o “ La crisi sta per finire.” Ci sarebbe da discutere su queste affermazioni, ma anche se fosse vero, per tante persone si prospettano licenziamenti, disoccupazione, miseria e per chi non viene espulso dal ciclo produttivo più ritmi e carichi di lavoro, perdita di diritti, salari da fame. Sono gli stessi capitalisti e i loro economisti ad affermarlo. Per chi lavora è sempre crisi in questo sistema! Dal 1992 al 2007 le aziende di ogni settore hanno raggiunto quote record di profitti, nello stesso periodo i lavoratori hanno visto ridursi il potere d’acquisto delle buste paga, hanno visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita, hanno visto precarizzare il mercato del lavoro, hanno visto allungare il periodo di lavoro prima di poter accedere alla pensione, che ogni lavoratore si paga da solo con i contributi versati nella sua vita lavorativa. Tutto ciò con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, e il sindacato è uno strumento di chi lavora se guidato dai lavoratori, dirette da opportunisti che mai osano mettere in discussione il profitto. La realtà mostra come sia in periodi fortemente positivi sia in periodi meno positivi chi lavora è soggetto a sfruttamento, bassi salari, disoccupazione, miseria, e mai è libero di soddisfare le sue necessità e di essere felice, mai è libero di poter scegliere, di poter prendere una decisione, viste i cappi reali ed ideologici che questa realtà sociale riesce a produrre. Eppure i produttori di benessere, insieme all’esercito di riserva dei disoccupati, sono la maggioranza nel mondo e potrebbero facilmente porre le istanze di un mondo nuovo solo che fossero organizzati! I capitalisti possono litigare, farsi le guerre di ogni tipo, ma non sono mai in disaccordo sul fatto che devono avere il profitto. Chi lavora dovrebbe trovare unità d’intenti almeno su lavoro e salario e non lasciarsi turlupinare da obiettivi della classe dominante che mirano ancora di più a dividere ed ad imperare. Sulla difesa del lavoro e del salario si può costruire una difesa forte e compatta delle condizioni di vita e di lavoro nella dimensione sociale attuale. Sulla costruzione di una forte coscienza della realtà socio-economica in cui viviamo e sull’unione di menti e cuori, che vogliono essere persone e non cartoni animati, si può sognare un mondo nuovo alla cui porta d’ingresso sia scritto in caratteri cubitali: “ DA OGNUNO SECONDO LE SUE CAPACITA’, AD OGNUNO SECONDO LE SUE NECESSITA’.”

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 2 anni e 8 mesi fa

Niente di nuovo alla luce del sole del capitalismo… “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono sempre lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittato a caro prezzo appartamenti fatiscenti, si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina davanti alle chiese. Donne e uomini anziani invocano pietà con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.” Dalla relazione dell’ispettorato per l’immigrazione al Congresso americano sugli immigrati italiani. Ottobre 1912

Niente di nuovo alla luce del sole del capitalismo… “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono sempre lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittato a caro prezzo appartamenti fatiscenti, si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina davanti alle chiese. Donne e uomini anziani invocano pietà con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.” Dalla relazione dell’ispettorato per l’immigrazione al Congresso americano sugli immigrati italiani. Ottobre 1912

(0 punti) (16 commenti) TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi 2 anni e 10 mesi fa

Una vita …inimmaginabile. “ Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso. Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa; che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame; che i bambini morissero per mancanza di cibo. Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali, che ci fossero le guerre, che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità; che un liquido brutto e nero fosse così importante. Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali, che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi; che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto, che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza; che un malato dovesse pagare per essere curato; che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie, che un laureato non trovasse occupazione, che si lavorasse o non si lavorasse a segmenti; che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del Guadagno e nascondesse la verità; che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco; che si andasse in pensione, ormai vecchi, e, dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti; che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona; che chi praticasse sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro; che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa; che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti; che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi. Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi, che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie; che ci fossero le banche, le assicurazioni. Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati di affare e, anche, di bande criminali. Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione. I figli della nuova epoca non osavano creder, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità!” Il dolce sapore del cielo Giuseppe Calocero La vita è bella! Solo liberandoci dalle catene materiali e spirituali della dimensione sociale in cui viviamo e costruendo un “Mondo Nuovo” possiamo goderla in tutto il suo splendore!

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 2 anni e 10 mesi fa

La vita è bella! Ogni persona ha il diritto di goderla e di essere felice! “Nel Mondo Nuovo tutti i cittadini sono proprietari della società in cui vivono. Nei centri produttivi e di servizio i coordinatori sono eletti democraticamente e revocabili in qualsiasi momento. Gli stipendi e le pensioni sono uguali per tutti , compresi i membri del governo, ovvero duemila euro al mese. Tutti devono lavorare sei ore al giorno e dedicare due ore quotidiane allo studio. Non si può accedere al lavoro prima di diciotto anni. Gli uomini godono della pensione a 55 anni, le donne a 50. Tutti devono possedere una casa, una casa vera, non un tugurio. Non esistono differenze tra uomo e donna, poiché esse sono solo fisiologiche. L’infanzia è protetta in ogni suo bisogno e trascorre serena i suoi anni abbeverandosi alle fonti del sapere e dello svago. Gli apologeti ipocriti del vecchio mondo della difesa dell’infanzia non si scandalizzeranno certo nel sapere che nella loro realtà cinquanta milioni di bambini muoiano ogni anno per fame e che milioni di essi vengano impiegati nel lavoro in tenera età, mentre dovrebbero trascorrere il tempo nel gioco e nello studio. Indicono convegni, pronunciano discorsi, ma non fanno alcunché per superare queste piaghe. Se veramente lo volessero, dovrebbero essere con noi, non contro. La verità è che perseguono solo il Guadagno. La cura della salute è gratuita. Il medico di base segue 250 pazienti. A costui è strettamente collegato il Centro medico specialistico e il Centro analisi, che segue, al massimo, 5000 pazienti. Abbiamo ogni 5000 abitanti un Centro ospedaliero e, in casi di necessità, un Centro anche in città con meno abitanti… I trasporti sono totalmente gratuiti, perché alla base della nostra convivenza esiste il concetto che ogni persona ha il dovere di dare il proprio contributo alla produzione sociale ed ha il diritto di usufruire di ogni bene prodotto socialmente. La scuola, gratuita, è una palestra conoscitiva e non una gara a premi ed è un’ approfondimento culturale continuo, anche durante l’attività lavorativa, poiché ci adoperiamo per fare in modo che ogni essere umano utilizzi al massimo la sua mente e si elevi nella conoscenza. Non vogliamo il triste primato della vecchia società, dove, secondo alcuni scienziati, il massimo utilizzo della mente umana non raggiunge che il misero risultato del 5 %. L’informazione è libera e rappresenta un vero mezzo di conoscenza per la formazione di un libero pensiero, non è uno strumento di manipolazione e controllo delle menti per asservirle, come avviene nel vecchio mondo. Lo sport è praticato per puro spirito di piacere, di salute, di godimento della bellezza di un gesto tecnico, non è un affare come ogni cosa nel vecchio mondo. L’amministrazione della società è elettiva ad ogni livello e serve ad amministrare i servizi di carattere sociale. Non entra mai nella sfera privata delle persone, non impone, non condiziona, non determina cosa sia giusto o cosa non lo sia… Non esistono nella nostra realtà vari corpi di polizia, perché sono i cittadini a difendere se stessi e la loro società… La nostra società ha i suoi cardini nel concetto: “ Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo le sue necessità”. Il dolce sapore del cielo Giuseppe Calocero La vita è bella! Ogni essere umano ha il diritto di goderla e di essere felice! Se lo vogliamo, possiamo sognare!

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni fa

Un rapporto organico con la natura solo in un mondo nuovo. L’essere umano può trasformare le società, può trasformare la natura nella sua vita biologica, ma non in quella geologica. Nella dialettica della natura il movimento geologico ha tempi, che non hanno riferimento alcuno con quello biologico. Affrontare con impegno scientifico e sociale i sommovimenti geologici richiede un’enorme quantità di lavoro scientifico e sociale, che solo un mondo nuovo, fondato sui comuni interessi può mettere in campo. Nell’attuale realtà sociale si preferiscono giganteschi appalti di costruzione a normali appalti di manutenzione. Le zone terremotate sono notoriamente sismiche, ma ciò non ha vietato che si costruisse in modo non sicuro per avere maggiori guadagni senza che fosse messo in campo qualsiasi forma di controllo, anche in costruzioni come l’ospedale, la casa dello studente, il tribunale, la prefettura. Sembra che investire sulla sicurezza delle costruzioni non sia conveniente! Questa realtà è il prodotto di una dimensione sociale dove gli esseri umani hanno interessi diversi, dove l’interesse del cittadino lavoratore non va d’accordo con gl’interessi del cittadino che vive di profitto e rendita. Emerge inoltre da questa tragedia, che ha colpito migliaia di persone, causando la morte di circa trecento esseri umani, il fallimento del decentramento e che le regioni, le province, i comuni spesso non sono in grado di prevenire ed affrontare tali catastrofi, non sono in grado di garantire la sicurezza dei cittadini. La realtà spesso è più forte delle chiacchiere! La difesa civile dei cittadini richiede volontà, programmi a lunga scadenza, denari. D’altronde nei maggiori paesi capitalisti vengono investiti miliardi di dollari per “la difesa civile”, mentre in Italia l’investimento più diffuso è una montagna di chiacchiere. Eppure la storia di questa nazione è piena di catastrofi naturali, che accompagnate a buona parte del territorio di carattere sismico, dovrebbero mettere al primo posto la difesa civile dei cittadini e, di conseguenza, garantire la vita ad ognuno di essi. Dopo ogni catastrofe si dicono, si scrivono mari di parole, ma poi tutto torna come prime, forse perché è più conveniente economicamente per alcuni. E non è scandaloso, ma normale per questa società, che su qualche organo di stampa qualcuno già facesse i conti dei benefici dell’investimento nel dopo terremoto, nella ricostruzione, per tutta l’economia nazionale. L’essere umano merita di più! Merita di vivere nella soddisfazione dei suoi bisogni materiali e spirituali, merita che la vita gli sia garantita nella serenità, nella tranquillità, nella felicità. Solo un mondo nuovo può realizzare queste legittime speranze. Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice! “ Per trasformare la proprietà privata e spezzettata, oggetto del lavoro individuale, in proprietà capitalista, occorsero naturalmente più tempo, sforzi e sofferenze di quanto non ne esigerà la metamorfosi in proprietà sociale della proprietà capitalista, che di fatto si basa già su un modo di produzione collettivo. Là si trattava della espropriazione della massa da parte di alcuni espropriatori; qui si tratta dell’espropriazione di alcuni usurpatori da parte della massa.” K. Marx

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 1 mese fa

Un rapporto organico con la natura solo in un mondo nuovo. L’essere umano può trasformare le società, può trasformare la natura nella sua vita biologica, ma non in quella geologica. Nella dialettica della natura il movimento geologico ha tempi, che non hanno riferimento alcuno con quello biologico. Affrontare con impegno scientifico e sociale i sommovimenti geologici richiede un’enorme quantità di lavoro scientifico e sociale, che solo un mondo nuovo, fondato sui comuni interessi può mettere in campo. Nell’attuale realtà sociale si preferiscono giganteschi appalti di costruzione a normali appalti di manutenzione. Le zone terremotate sono notoriamente sismiche, ma ciò non ha vietato che si costruisse in modo non sicuro per avere maggiori guadagni senza che fosse messo in campo qualsiasi forma di controllo, anche in costruzioni come l’ospedale, la casa dello studente, il tribunale, la prefettura. Sembra che investire sulla sicurezza delle costruzioni non sia conveniente! Questa realtà è il prodotto di una dimensione sociale dove gli esseri umani hanno interessi diversi, dove l’interesse del cittadino lavoratore non va d’accordo con gl’interessi del cittadino che vive di profitto e rendita. Emerge inoltre da questa tragedia, che ha colpito migliaia di persone, causando la morte di circa trecento esseri umani, il fallimento del decentramento e che le regioni, le province, i comuni spesso non sono in grado di prevenire ed affrontare tali catastrofi, non sono in grado di garantire la sicurezza dei cittadini. La realtà spesso è più forte delle chiacchiere! La difesa civile dei cittadini richiede volontà, programmi a lunga scadenza, denari. D’altronde nei maggiori paesi capitalisti vengono investiti miliardi di dollari per “la difesa civile”, mentre in Italia l’investimento più diffuso è una montagna di chiacchiere. Eppure la storia di questa nazione è piena di catastrofi naturali, che accompagnate a buona parte del territorio di carattere sismico, dovrebbero mettere al primo posto la difesa civile dei cittadini e, di conseguenza, garantire la vita ad ognuno di essi. Dopo ogni catastrofe si dicono, si scrivono mari di parole, ma poi tutto torna come prime, forse perché è più conveniente economicamente per alcuni. E non è scandaloso, ma normale per questa società, che su qualche organo di stampa qualcuno già facesse i conti dei benefici dell’investimento nel dopo terremoto, nella ricostruzione, per tutta l’economia nazionale. L’essere umano merita di più! Merita di vivere nella soddisfazione dei suoi bisogni materiali e spirituali, merita che la vita gli sia garantita nella serenità, nella tranquillità, nella felicità. Solo un mondo nuovo può realizzare queste legittime speranze. Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice! “ Per trasformare la proprietà privata e spezzettata, oggetto del lavoro individuale, in proprietà capitalista, occorsero naturalmente più tempo, sforzi e sofferenze di quanto non ne esigerà la metamorfosi in proprietà sociale della proprietà capitalista, che di fatto si basa già su un modo di produzione collettivo. Là si trattava della espropriazione della massa da parte di alcuni espropriatori; qui si tratta dell’espropriazione di alcuni usurpatori da parte della massa.” K. Marx

Chi lavora è sempre la panca delle tenebre! Siamo in un periodo di flessione della domanda di beni. La conseguenza è che molte aziende decidono di ridurre la forza lavoro, pur di mantenere la loro redditività, ed altre, se il mercato non le premia, rischiano la chiusura, come d’altronde succede sempre nel capitalismo, anche quando i mercati vanno a gonfie vele. Chi vive del proprio lavoro, che negli ultimi quindici anni ha visto ridurre la capacità d’acquisto del proprio stipendio a favore di aumenti record dei profitti ed ha visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita per la reintroduzione di modelli d’impiego da anni cinquanta del secolo scorso, anche se il lessico è diverso, si trova ad affrontare situazioni ancora più d’insicurezza e di ansia per la paura, pubblicizzata a piene mani dai mass-media, del futuro. Chi non aveva lavoro vede le sue speranze di una vita migliore sempre più in calo. La vita, già dura prima, diviene ancora di più pesante da condurre. Si fanno vertici di ogni tipo, ma al di là della propaganda, le uniche discussioni sono su come continuare a perpetrare l’attuale sistema. Si danno milioni di dollari o euro alle banche, alle aziende, mentre per i lavoratori e le lavoratrici, che perdono il posto di lavoro o continuano a non averlo, c’è il nulla, spesso spacciato per qualcosa d’importante. Se qualcuno ancora s’illude che il capitalismo possa portare benessere per l’umanità intera ha la possibilità di riflettere sulle sue idee e, magari, comprendere che, pur importante e necessario nella storia, l’attuale sistema non potrà mai garantire la “vita” a tutti, ma a pochi, perché vivere non è solo “nascere“, ma poter soddisfare i bisogni materiali e spirituali, che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale o fatica a farlo o non ci riesce proprio. E’ inutile illudersi che Tizio o Caio al governo possano fare meglio di Sempronio, perché con sfaccettature diverse, a seconda dei momenti storici e degl’interessi che portano avanti, avranno sempre cura dei loro rappresentati, il profitto e la rendita. Chi lavora deve contare sulle sue forze, unirle, avere una strategia, che non può prescindere dal contrasto profitto-salario dell’attuale dimensione sociale, e puntare ad una società senza profitti e senza salario, dove tutti sono produttivi e tutti godono dei beni prodotti. Non avere la forza delle proprie forze unite è negativo da ogni punto di vista e fa sì che anche le organizzazioni sindacali possano difendere più gli sfruttatori che gli sfruttati ed essere collaterali all’azione dei governi della borghesia, pur rimanendo uno strumento essenziale per la difesa degl’interessi immediati di chi lavora. Se vogliamo sognare, dobbiamo liberare la nostra mente dalle ideologie, dai tabù, dalle superstizioni, dalle illusioni! Dobbiamo sognare con la mente libera e gli occhi aperti! Per esseri padroni di noi stessi, della natura , della libertà bisogna che siamo protagonisti nell’organizzazione sociale.Fin quando saremo spettatori, spesso neanche interessati, i nostri interessi, le nostre speranze, le nostre vite saranno altri a gestirle e ci tratteranno sempre come “l’asino di Buridano”. “L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale. Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava. D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruire in abbondanza, anche oltre le necessità.” Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero Non è un sogno! E’ possibile se siamo uniti allo stesso modo della borghesia rispetto al profitto. I rappresentanti dell’attuale potere economico possono litigare su tante cose, possono farsi anche le guerre, tanto non ci vanno loro, ma sul profitto sono e saranno sempre d’accordo. L’avvenire è nel presente! “Noi non diciamo al mondo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi ti grideremo la vera parola d’ordine della lotta.” K. Marx Tutti i buoni borghesi… vi dicono che la concorrenza, il monopolio,ecc. come principio, cioè presi come pensieri astratti sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.” K. Marx

(0 punti) (16 commenti) TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi 3 anni e 1 mese fa

Chi lavora è sempre la panca delle tenebre! Siamo in un periodo di flessione della domanda di beni. La conseguenza è che molte aziende decidono di ridurre la forza lavoro, pur di mantenere la loro redditività, ed altre, se il mercato non le premia, rischiano la chiusura, come d’altronde succede sempre nel capitalismo, anche quando i mercati vanno a gonfie vele. Chi vive del proprio lavoro, che negli ultimi quindici anni ha visto ridurre la capacità d’acquisto del proprio stipendio a favore di aumenti record dei profitti ed ha visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita per la reintroduzione di modelli d’impiego da anni cinquanta del secolo scorso, anche se il lessico è diverso, si trova ad affrontare situazioni ancora più d’insicurezza e di ansia per la paura, pubblicizzata a piene mani dai mass-media, del futuro. Chi non aveva lavoro vede le sue speranze di una vita migliore sempre più in calo. La vita, già dura prima, diviene ancora di più pesante da condurre. Si fanno vertici di ogni tipo, ma al di là della propaganda, le uniche discussioni sono su come continuare a perpetrare l’attuale sistema. Si danno milioni di dollari o euro alle banche, alle aziende, mentre per i lavoratori e le lavoratrici, che perdono il posto di lavoro o continuano a non averlo, c’è il nulla, spesso spacciato per qualcosa d’importante. Se qualcuno ancora s’illude che il capitalismo possa portare benessere per l’umanità intera ha la possibilità di riflettere sulle sue idee e, magari, comprendere che, pur importante e necessario nella storia, l’attuale sistema non potrà mai garantire la “vita” a tutti, ma a pochi, perché vivere non è solo “nascere“, ma poter soddisfare i bisogni materiali e spirituali, che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale o fatica a farlo o non ci riesce proprio. E’ inutile illudersi che Tizio o Caio al governo possano fare meglio di Sempronio, perché con sfaccettature diverse, a seconda dei momenti storici e degl’interessi che portano avanti, avranno sempre cura dei loro rappresentati, il profitto e la rendita. Chi lavora deve contare sulle sue forze, unirle, avere una strategia, che non può prescindere dal contrasto profitto-salario dell’attuale dimensione sociale, e puntare ad una società senza profitti e senza salario, dove tutti sono produttivi e tutti godono dei beni prodotti. Non avere la forza delle proprie forze unite è negativo da ogni punto di vista e fa sì che anche le organizzazioni sindacali possano difendere più gli sfruttatori che gli sfruttati ed essere collaterali all’azione dei governi della borghesia, pur rimanendo uno strumento essenziale per la difesa degl’interessi immediati di chi lavora. Se vogliamo sognare, dobbiamo liberare la nostra mente dalle ideologie, dai tabù, dalle superstizioni, dalle illusioni! Dobbiamo sognare con la mente libera e gli occhi aperti! Per esseri padroni di noi stessi, della natura , della libertà bisogna che siamo protagonisti nell’organizzazione sociale.Fin quando saremo spettatori, spesso neanche interessati, i nostri interessi, le nostre speranze, le nostre vite saranno altri a gestirle e ci tratteranno sempre come “l’asino di Buridano”. “L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale. Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava. D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruire in abbondanza, anche oltre le necessità.” Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero Non è un sogno! E’ possibile se siamo uniti allo stesso modo della borghesia rispetto al profitto. I rappresentanti dell’attuale potere economico possono litigare su tante cose, possono farsi anche le guerre, tanto non ci vanno loro, ma sul profitto sono e saranno sempre d’accordo. L’avvenire è nel presente! “Noi non diciamo al mondo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi ti grideremo la vera parola d’ordine della lotta.” K. Marx Tutti i buoni borghesi… vi dicono che la concorrenza, il monopolio,ecc. come principio, cioè presi come pensieri astratti sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.” K. Marx

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 1 mese fa

Chi lavora è sempre la panca delle tenebre! Siamo in un periodo di flessione della domanda di beni. La conseguenza è che molte aziende decidono di ridurre la forza lavoro, pur di mantenere la loro redditività, ed altre, se il mercato non le premia, rischiano la chiusura, come d’altronde succede sempre nel capitalismo, anche quando i mercati vanno a gonfie vele. Chi vive del proprio lavoro, che negli ultimi quindici anni ha visto ridurre la capacità d’acquisto del proprio stipendio a favore di aumenti record dei profitti ed ha visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita per la reintroduzione di modelli d’impiego da anni cinquanta del secolo scorso, anche se il lessico è diverso, si trova ad affrontare situazioni ancora più d’insicurezza e di ansia per la paura, pubblicizzata a piene mani dai mass-media, del futuro. Chi non aveva lavoro vede le sue speranze di una vita migliore sempre più in calo. La vita, già dura prima, diviene ancora di più pesante da condurre. Si fanno vertici di ogni tipo, ma al di là della propaganda, le uniche discussioni sono su come continuare a perpetrare l’attuale sistema. Si danno milioni di dollari o euro alle banche, alle aziende, mentre per i lavoratori e le lavoratrici, che perdono il posto di lavoro o continuano a non averlo, c’è il nulla, spesso spacciato per qualcosa d’importante. Se qualcuno ancora s’illude che il capitalismo possa portare benessere per l’umanità intera ha la possibilità di riflettere sulle sue idee e, magari, comprendere che, pur importante e necessario nella storia, l’attuale sistema non potrà mai garantire la “vita” a tutti, ma a pochi, perché vivere non è solo “nascere“, ma poter soddisfare i bisogni materiali e spirituali, che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale o fatica a farlo o non ci riesce proprio. E’ inutile illudersi che Tizio o Caio al governo possano fare meglio di Sempronio, perché con sfaccettature diverse, a seconda dei momenti storici e degl’interessi che portano avanti, avranno sempre cura dei loro rappresentati, il profitto e la rendita. Chi lavora deve contare sulle sue forze, unirle, avere una strategia, che non può prescindere dal contrasto profitto-salario dell’attuale dimensione sociale, e puntare ad una società senza profitti e senza salario, dove tutti sono produttivi e tutti godono dei beni prodotti. Non avere la forza delle proprie forze unite è negativo da ogni punto di vista e fa sì che anche le organizzazioni sindacali possano difendere più gli sfruttatori che gli sfruttati ed essere collaterali all’azione dei governi della borghesia, pur rimanendo uno strumento essenziale per la difesa degl’interessi immediati di chi lavora. Se vogliamo sognare, dobbiamo liberare la nostra mente dalle ideologie, dai tabù, dalle superstizioni, dalle illusioni! Dobbiamo sognare con la mente libera e gli occhi aperti! Per esseri padroni di noi stessi, della natura , della libertà bisogna che siamo protagonisti nell’organizzazione sociale.Fin quando saremo spettatori, spesso neanche interessati, i nostri interessi, le nostre speranze, le nostre vite saranno altri a gestirle e ci tratteranno sempre come “l’asino di Buridano”. “L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale. Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava. D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruire in abbondanza, anche oltre le necessità.” Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero Non è un sogno! E’ possibile se siamo uniti allo stesso modo della borghesia rispetto al profitto. I rappresentanti dell’attuale potere economico possono litigare su tante cose, possono farsi anche le guerre, tanto non ci vanno loro, ma sul profitto sono e saranno sempre d’accordo. L’avvenire è nel presente! “Noi non diciamo al mondo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi ti grideremo la vera parola d’ordine della lotta.” K. Marx Tutti i buoni borghesi… vi dicono che la concorrenza, il monopolio,ecc. come principio, cioè presi come pensieri astratti sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.” K. Marx

Se lo vogliamo, possiamo essere felici! “ Nella società borghese il lavoro vivo è soltanto un mezzo per aumentare il lavoro accumulato. Nella società comunista il lavoro accumulato è soltanto un mezzo per rendere più largo, più ricco, più progredito il ritmo di vita…” K. Marx- F. Engels Il manifesto del partito comunista. Negli ultimi mesi i mass- media dedicano ampio spazio alla crisi. I pseudo economisti, pseudo centro studi e pseudo organismi di controllo si dilettano a fare previsioni sulla durata e sull’intensità. Sono gli stessi che fino a pochi mesi fa prevedevano il prezzo del barile petrolifero a duecento dollari, si sollazzavano nelle stime di crescita e che alzavano i tassi d’interessi per tenere sotto controllo l’inflazione. Se costoro fossero persone serie dovrebbero andare a nascondersi per la loro chiara incapacità. Invece continuano a fare le cassandre. La crisi attuale è una crisi di sovrapproduzione. Si produce troppo rispetto alla domanda! Se le conseguenze sono l’aumento della perdita di posti di lavoro, il conseguente incremento della disoccupazione e la crescita della miseria lo si deve essenzialmente all’ottica del profitto. E’ assurdo che, mentre vi sono tanti prodotti nei magazzini, milioni di persone vedano le loro condizioni peggiorare e cadere nel baratro della povertà. E’ assurdo, ma reale, poiché l’obiettivo del sistema non è garantire la vita all’umanità, ma accumulare profitti. La dimensione dell’attuale realtà mostra ancora una volta che il capitalismo ha finito la sua opera progressista ed ha assunto una forma conservatrice e reazionaria, che fa solo da freno allo sviluppo umano. Nell’attuale società la miseria e la povertà, non sono accidenti, ma sono insite nel processo di produzione e distribuzione del sistema, nel quale il capitale è un prodotto comune e può essere messo in moto solo dall’attività comune dei membri della società, ma l’appropriazione è oligarchica. Se il capitale è un prodotto sociale, basterebbe trasformare la proprietà da oligarchica in comune per avere una società nuova. La dimensione nuova del carattere sociale della proprietà sarebbe la nascita di un mondo nuovo in cui ogni essere umano si appropria dei beni prodotti e della vita. Questo bene prezioso che si può godere solo soddisfacendo i bisogni materiali e spirituali. Essere per la vita vuol dire essere per l’eliminazione del dissidio tra produzione sociale ed appropriazione di pochi e voler donare ad ogni persona condizioni reali per vivere la sua esistenza. Dire di essere per la vita e per la libertà, mentre si accettano condizioni di estrema povertà, milioni di morti per fame e milioni di esseri umani sottoalimentati è pura ipocrisia. “L’economia borghese non può né in genere impedire le crisi, né garantire il singolo capitalista da perdite, cattivi debitori e fallimenti e neppure garantire il singolo operaio dalla disoccupazione e dalla miseria.” F. Engels Antiduhring Per questo motivo un’azione sociale per la costruzione di un mondo nuovo compiuta libererà ogni essere umano dal giogo bestiale della produzione per il profitto ed ogni persona potrà proporre e disporre della sua vita, usufruire dei mezzi per vivere, per godere la vita, per l’educazione e lo sviluppo di tutte le facoltà fisiche e spirituali in modo uguale ed in misura sempre crescente. Mettiamo uno specchio nell’anima e lottiamo per essere felici! Siamo tutti esseri umani e meritiamo una vita vera, libera, eguale e fraterna! “Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso…” Giuseppe Calocero Il dolce sapore del cielo Se lo vogliamo, possiamo essere felici!

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 3 mesi fa

Se lo vogliamo, possiamo essere felici! “ Nella società borghese il lavoro vivo è soltanto un mezzo per aumentare il lavoro accumulato. Nella società comunista il lavoro accumulato è soltanto un mezzo per rendere più largo, più ricco, più progredito il ritmo di vita…” K. Marx- F. Engels Il manifesto del partito comunista. Negli ultimi mesi i mass- media dedicano ampio spazio alla crisi. I pseudo economisti, pseudo centro studi e pseudo organismi di controllo si dilettano a fare previsioni sulla durata e sull’intensità. Sono gli stessi che fino a pochi mesi fa prevedevano il prezzo del barile petrolifero a duecento dollari, si sollazzavano nelle stime di crescita e che alzavano i tassi d’interessi per tenere sotto controllo l’inflazione. Se costoro fossero persone serie dovrebbero andare a nascondersi per la loro chiara incapacità. Invece continuano a fare le cassandre. La crisi attuale è una crisi di sovrapproduzione. Si produce troppo rispetto alla domanda! Se le conseguenze sono l’aumento della perdita di posti di lavoro, il conseguente incremento della disoccupazione e la crescita della miseria lo si deve essenzialmente all’ottica del profitto. E’ assurdo che, mentre vi sono tanti prodotti nei magazzini, milioni di persone vedano le loro condizioni peggiorare e cadere nel baratro della povertà. E’ assurdo, ma reale, poiché l’obiettivo del sistema non è garantire la vita all’umanità, ma accumulare profitti. La dimensione dell’attuale realtà mostra ancora una volta che il capitalismo ha finito la sua opera progressista ed ha assunto una forma conservatrice e reazionaria, che fa solo da freno allo sviluppo umano. Nell’attuale società la miseria e la povertà, non sono accidenti, ma sono insite nel processo di produzione e distribuzione del sistema, nel quale il capitale è un prodotto comune e può essere messo in moto solo dall’attività comune dei membri della società, ma l’appropriazione è oligarchica. Se il capitale è un prodotto sociale, basterebbe trasformare la proprietà da oligarchica in comune per avere una società nuova. La dimensione nuova del carattere sociale della proprietà sarebbe la nascita di un mondo nuovo in cui ogni essere umano si appropria dei beni prodotti e della vita. Questo bene prezioso che si può godere solo soddisfacendo i bisogni materiali e spirituali. Essere per la vita vuol dire essere per l’eliminazione del dissidio tra produzione sociale ed appropriazione di pochi e voler donare ad ogni persona condizioni reali per vivere la sua esistenza. Dire di essere per la vita e per la libertà, mentre si accettano condizioni di estrema povertà, milioni di morti per fame e milioni di esseri umani sottoalimentati è pura ipocrisia. “L’economia borghese non può né in genere impedire le crisi, né garantire il singolo capitalista da perdite, cattivi debitori e fallimenti e neppure garantire il singolo operaio dalla disoccupazione e dalla miseria.” F. Engels Antiduhring Per questo motivo un’azione sociale per la costruzione di un mondo nuovo compiuta libererà ogni essere umano dal giogo bestiale della produzione per il profitto ed ogni persona potrà proporre e disporre della sua vita, usufruire dei mezzi per vivere, per godere la vita, per l’educazione e lo sviluppo di tutte le facoltà fisiche e spirituali in modo uguale ed in misura sempre crescente. Mettiamo uno specchio nell’anima e lottiamo per essere felici! Siamo tutti esseri umani e meritiamo una vita vera, libera, eguale e fraterna! “Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso…” Giuseppe Calocero Il dolce sapore del cielo Se lo vogliamo, possiamo essere felici!

Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice! La parola libertà nell’attuale sistema è tra le più usate. Con essa s’intende di tutto, quasi sempre a sproposito. Addirittura si fanno guerre in nome della libertà! La verità è che il capitalismo per libertà intende la possibilità di aumentare i profitti ed utilizzare per questo obiettivo al massimo grado la forza lavoro. Quale libertà ha il disoccupato? Chi ha un lavoro precario, il cassintegrato, il lavoratore o la lavoratrice in mobilità, chi perde il posto di lavoro? Chi vive con 1200 euro al mese o chi ha una pensione di 600 euro al mese? Il giovane che studia una vita per un futuro senza futuro? La parola libertà non agganciata a soddisfazione dei bisogni è vuota di ogni contenuto. Nell’attuale sistema essere liberi significa per tante persone poter scegliere tra occupazione con stipendi da fame, disoccupazione, pensioni misere e, per una buona percentuale, addirittura la fame, quella vera. In molti casi si è costretti a morire per guerre in nome del dio “profitto”, ove tanti bambini non possono scegliere di vivere. Senza cibo per la pancia e la mente non vi può mai essere libertà! L’essere umano ha necessità naturali, materiali e spirituali; ha bisogno di mangiare, bere, vestirsi, avere una casa, allo stesso modo della necessità di conoscere ed elevarsi nella più alta cultura. Questa società viene incontro alle sue aspirazioni naturali? La realtà da risposta negativa. Di conseguenza cercare la libertà nel capitalismo è “cercar Maria per Ravenna”. “Nella nuova società non c’era denaro. Non c’erano quindi stipendi, non c’erano banche, assicurazioni, non c’era niente di collegabile al “vil denaro”. Non c’erano più merci da vendere o da comprare, non vi erano, di conseguenza, prezzi, che determinavano il valore di una merce. La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini. L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale. Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava… I programmi toccavano tutto lo scibile del sapere umano senza nascondere nulla della storia dell’umanità, affinché ognuno con il suo sapere liberamente raggiungesse la verità.” Il dolce sapore del cielo Giuseppe Calocero Questa è libertà! “Gli esseri umani sarebbero necessariamente liberi se fossero necessariamente uguali”, scriveva Voltaire. “Sii dolce con te stesso; hai diritto di stare al mondo. Con tutte le ipocrisie, le ingratitudini e i sogni andati in fumo, il mondo è ancora bello. Metti uno specchio nell’anima E lotta per essere felice!” Scriveva un poeta anonimo. Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 4 mesi fa

Per una vita di libertà! In questo ultimo periodo i mezzi d’informazione ci stanno riempiendo la testa di ideologie sulla crisi finanziaria e produttiva e sulle tragiche conseguenze che essa porterà per milioni di persone in tutto il mondo. Si parla di milioni di posti di lavoro che andranno persi e di condizioni di vita che peggioreranno per un gran numero di persone. Gl’istituti di statistica scoprono che vi sono, anche nei paesi più sviluppati, grandi percentuali di popolazione che soffrono la fame o che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Come se la disoccupazione, la miseria, la fame, le guerre fossero solo un problema contingente e non strutturale al sistema capitalistico. Secondo il “Rapporto Unicef 2008” oggi nel mondo muoiono dieci milioni di bambini sotto i cinque anni. Questi bambini non riescono a diventare giovani! Eppure basterebbero modeste somme di denaro per salvare queste vite! Nel 2007 la spesa militare è stata di 1.204 miliardi di dollari, ma non si trova qualche miliardo di dollari per salvare la vita di questi bimbi. Il progetto di ridurre le morti a 9000 al giorno è stato presentato come un obiettivo molto ambizioso. Secondo il Tribunale permanente contro i crimini dell’umanità, istituito da un Trattato internazionale, ratificato da 106 stati, tra gli stati mancanti vi sono la Cina e gli USA, sarebbero 300.000 i bambini presenti in formazioni militari, dopo che solo recentemente sono state accertate le dimensioni del massacro effettuato durante la guerra Iran-Iraq di 30 anni fa, quando masse di ragazzini furono utilizzati per sminare le strade. La verità è che l’attuale sistema sociale in qualsiasi fase è fame, miseria, guerre, morti per milioni di persone. Negli ultimi anni vi sono stati profitti record per le imprese, eppure milioni di persone non hanno visto migliorare la loro vita; milioni di lavoratori e lavoratrici hanno visto ridursi lo stipendio, perdere diritti, peggiorare condizioni di lavoro e di vita. Che piova o ci sia il sole per chi vive offrendo al mercato capitalistico braccia o cervello la realtà è sempre dura da vivere! Per salvare le banche hanno investito e continuano ad investire miliardi di euro e dollari. Per salvare la vita a milioni di persone, che vivono di lavoro, mettono in campo solo briciole, tanto per apparire caritatevoli! La campagna sulla crisi è finalizzata a fa perdere altri diritti ed a far accettare condizioni di lavoro e di vita peggiorative, perché il “Re Profitto” possa prosperare, al di là dei cambiamenti che possano esserci all’interno del sistema e nei rapporti tra le imprese nel prossimo futuro. La verità è che il capitalismo è alla fine del suo percorso progressivo per l’umanità e che è solo sfruttamento, miseria, fame, guerre, morti. Il capitalismo è schiavitù materiale e morale. Scegliere la libertà vuol dire essere per il superamento delle attuali condizioni socio-economiche, per una società che si basi sul concetto: da “ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo le sue necessità”, in cui ogni essere umano possa mangiare, bere, vestirsi, avere una casa, usufruire dei beni prodotti, conoscere e nella conoscenza elevare il suo intelletto e se stesso a livelli eccezionali. Non esiste libertà senza la libertà materiale e spirituale, intimamente legate tra di loro. Non esiste civiltà senza persone libere materialmente e spiritualmente, le sole in grado di concepirla e realizzarla. L’attuale sistema non è né libero né civile, poiché vive sulla disuguaglianza sociale e contempla nel suo agire miseria, fame, guerre, morti per milioni di persone. Scegliere la libertà vuol dire scegliere di vivere ed adoperarsi per una nuova dimensione sociale ove al centro di ogni attività ci sia il benessere di ciascun essere umano e dell’umanità intera.

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 4 mesi fa

Un sogno che la storia farà realtà. “Ogni persona aveva un lavoro, a cui si doveva accedere compiuti i diciotto anni. Il tempo di lavoro era di due ore al giorno dal lunedì al venerdì. Si lavorava, quindi, dieci ore alla settimana. Due ore ancora della giornata erano dedite allo studio. Sempre dal lunedì al venerdì. La nuova società voleva persone, che raggiungessero le più alte vette della conoscenza e dava molta importanza ad essa, come fonte di sapere e di libertà. Dopo aver dedicato al lavoro e allo studio quattro ore totali della giornata, ognuno era libero di fare ciò che più gli piacesse.I lavori più alienanti e faticosi erano svolti da robot, impostati per assolvere i compiti loro assegnati… L’età lavorativa aveva termine a 50 anni per le donne e a 55 per gli uomini. Ogni cittadino era esonerato dal prestare lavoro e dal dedicarsi allo studio per sei settimane all’anno. In questo periodo di riposo poteva viaggiare, visitare ogni posto del mondo, soggiornare in ogni luogo, con la possibilità di usufruire di alloggi o dei centri alberghieri. La stessa cosa si poteva fare ogni giorno, svolti i compiti lavorativi e di studio, visto il livello di eccellenza dei trasporti, che permettevano, tramite i Celeste 120, aerei velocissimi, di raggiungere le località più lontane in pochissimo tempo. Il tipo di organizzazione economica e sociale permetteva poi di svolgere i propri compiti di lavoro e di studio in qualsiasi parte del mondo…Nella nuova società non c’era denaro.Non c’erano più merci da vendere o da comprare… La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini. L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale. Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava. D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruirne in abbondanza, anche oltre le necessità.” Il dolce sapore del cielo Giuseppe Calocero Sembra un sogno, ma è solo una società senza plusvalore e senza profitto, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Già nella situazione attuale si produce più dei bisogni della popolazione mondiale, nonostante, in tantissimi casi, gl’impianti produttivi non siano utilizzati al massimo. In questi giorni i mass-media stanno terrorizzando le persone sugli effetti della recessione in alcune aree del mondo, ma proprio questa situazione mostra come l’attuale sistema sia contro l’essere umano, visto che pur potendo produrre beni per soddisfare pienamente i bisogni dell’umanità, si riduce la produzione perché il mercato non è in grado di comprare i beni prodotti. La miseria, la fame, l’annullamento di ogni dignità umana di chi si trova a dover cercare ogni giorno di sopravvivere non conta in alcun modo. In questo mondo conta solo il profitto! E’ inutile pensare di rifondare il capitalismo, come dicono alcuni. Questo sistema va solo superato! “ Non basta. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. E’ ora di finirla di procedere attraverso aggiustamenti strutturali dell’economia, che premiano soltanto i ricchi e allargano il solco con i poveri. Bisogna mettersi in testa che il capitalismo finanziario, dominatore dell’economia negli ultimi 30 anni, è fallito. Non va rifondato, va cambiato” Cardinale Maradiaga, presidente della Caritas internazionale ed osservatore della Santa Sede alla Banca mondiale ed al Fondo monetario internazionale. Fonte Famiglia Cristiana E’ vero va cambiato, ma questo può avvenire solo se lo si supera e si buttano il mercato ed il profitto nella spazzatura della storia, come avverrà, e s’instaura una società nuova con al centro le persone ed i loro bisogni.

Il dolce sapore del cielo Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà. Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco! I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo. Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso. Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa; che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ; che i bambini morissero per mancanza di cibo. Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre; che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità; che un liquido brutto e nero fosse così importante. Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali; che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi; che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto; che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza; che un malato dovesse pagare per essere curato; che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie; che un laureato non trovasse occupazione; che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti; che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità; che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco; che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti; che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona; che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro; che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa; che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti; che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi. Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi; che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie; che ci fossero le banche, le assicurazioni. Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali. Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione. I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “ Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero

Il dolce sapore del cielo Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà. Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco! I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo. Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso. Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa; che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ; che i bambini morissero per mancanza di cibo. Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre; che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità; che un liquido brutto e nero fosse così importante. Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali; che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi; che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto; che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza; che un malato dovesse pagare per essere curato; che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie; che un laureato non trovasse occupazione; che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti; che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità; che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco; che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti; che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona; che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro; che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa; che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti; che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi. Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi; che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie; che ci fossero le banche, le assicurazioni. Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali. Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione. I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “ Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 7 mesi fa

Nei cuori e nelle menti di molti esseri umani alberga la speranza ed il sogno di una vita serena, tranquilla, felice e di una società che superi la necessità dei bisogni materiali e spirituali. La speranza di una vita migliore in una dimensione sociale concretamente libera, eguale, fraterna ha storicamente scaldato tanti cuori ed appassionato tante menti. “Il dolce sapore del cielo”, terzo romanzo di Giuseppe Calocero, dopo “ Gli occhi oltre il cielo” ed “Il caldo respiro della speranza”, ci porta nel “Mondo Nuovo”. Il percorso sarà irto di ostacoli e di dure prove da superare, poiché il vecchio mondo non vuole cedere il suo dominio e lotterà con ogni mezzo per opporsi al nuovo corso storico. Ma l’umanità, ormai libera da falsi tabù, false superstizioni e falsi luoghi comuni e consapevole che sotto l’egida del “Guadagno” non ci potrà mai essere vera libertà, vera uguaglianza, vera fratellanza non cadrà nelle trappole del “passato” ed abbraccerà in modo convinto il “Futuro”. L’umanità vuole sognare e vuole godere la vita in tutto il suo splendore! E il sogno passa per il superamento di vecchi schemi socio-econominici e l’affermazione di nuove frontiere che mettano al centro l’essere umano e la sua vita. “Il dolce sapore del cielo” è il sapore meraviglioso e straordinario di una vita nuova in un mondo nuovo!

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 7 mesi fa

Gl’individui del vecchio mondo “sputano dolce” e cercano di farci “essere la favola del tordo”. Mentre la produzione di beni è sempre più in aumento, crescono le persone che soffrono la fame. Il vertice F.A.O. di Roma, al di là dei dati sul problema, è stato incentrato sugl’interessi dei vari paesi capitalistici. Come riporta La Repubblica del 5.6.2008, le aree ricche vogliono un’ulteriore liberalizzazione dei mercati del Wto per garantire massimo accesso alle merci. Quelle”povere” chiedono meccanismi di protezione per i mercati deboli senza essere esclusi dal commercio globale. L’occidente insiste sulla concezione degli aiuti come emergenza, così da far apparire i suoi “surplus” come solidarietà. I governi africani chiedono maggiore libertà di utilizzo negli aiuti e impegno nelle riforme strutturali. Usa, Europa e Brasile, per quanto riguarda i biocarburanti, hanno già avviato le coltivazioni e l’acquisto di atri terreni da destinare alla produzione di energia. Le Ong chiedono che non si dedichi troppo terreno al biocarburante finchè serve alla coltivazione per uso alimentare.Sulla questione climatica le economie forti vanno avanti per la loro strada, escludendo legami fra agricoltura e cambiamenti climatici, mentre le Ong chiedono che l’agricoltura sia inserita nelle trattative di Kyoto 2. Scriveva Orazio in Arte poetica:” Parturiunt montes, nascetur ridiculus mus.” Nel caso del consesso della F.A.O. sono assenti pure le “montagne”. E’ come voler riscuotere dei soldi alla “Banca dei monchi”. La discussione è incentrata solo sugli interessi del “Guadagno”. Tanti esseri umani nei prossimi anni continueranno a soffrire la miseria e la fame, non perché i beni prodotti non possano soddisfare le esigenze dell’umanità, ma perché la produzione è per il “Guadagno” e non per l’essere umano e, fino a quando la realtà socio-economica sarà tale, sarà solo una pia illusione pensare che le necessità di ogni persona possano essere soddisfatte. Coloro che propagandano questi miraggi coscientemente od inconsapevolmente vivono nel mondo del fantastico e dell’irrealtà. Il capitalismo non potrà mai eliminare la miseria e la povertà, perché è una condizione necessaria alla sua vita. Cercherà sempre di tenere bassi i salari, al di là dei piagnistei caritatevoli di parlamentari, industriali, dirigenti sindacali, associazioni varie sulla perdita del loro potere d’acquisto, perché essi sono legati indissolubilmente al profitto e la forza lavoro per il capitalista deve costare poco e produrre molto. Il sistema economico non è una fila o una sequela di astratti ragionamenti, ma è un connesso ed un complesso di fatti, in cui vengono generati i rapporti di produzione, base del sistema capitalistico. Non si può pensare che il sistema attuale, che si è costituito nei secoli con la violenza, con l’astuzia, con l’ingegno, con la scienza, attenui la sua idea guida, fare “Guadagno”, per far posto alle esigenze dei poveri, dei miserevoli, degli affamati. Pensare che questo sistema sociale cambi la sua linea guida è andare dritti nell’assurdo. E ciò che i mass-media vogliono far sembrare irreale o superato dalla storia, portando ad esempio forme di capitalismo di stato, spacciato per comunismo, è reale, vivo, sempre più in crescita nella progressione capitalistica. Ciò che invece vogliono far sembrare reale e cioè questo sistema come unico possibile, seppur riformabile, è irreale, perché non si pone l’idea guida di risolvere la soddisfazione dei bisogni dell’umanità intera e perché nelle sue contraddizioni s’inserisce la certezza scientifica di un “Mondo Nuovo”. Progredisce in ogni area il capitalismo, si sviluppano gli embrioni del comunismo! Una società fondata sul concetto: “ Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo le sue necessità.” Una società in cui avere un lavoro, una casa, mangiare, bere, vestirsi, conoscere, curarsi sia un diritto e non un’illusione. Una società di persone libere dai bisogni materiali, presupposto per una vera civiltà di libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia, amore, pace. Il caldo respiro della speranza è reale allo stesso modo dell’essere reale, nella situazione odierna, dell’attuale sistema. Se lo vogliamo, possiamo essere attori di un “Mondo Nuovo” e non comparse di un vecchio mondo! Se lo vogliamo, possiamo sognare! Possiamo assaporare il dolce sapore del cielo.

(0 punti) (15 commenti) badzu » Badzu 3 anni e 11 mesi fa

Nel capitalismo tanti provano il ”morso del lupo”, pochi si danno ai saturnali. “Secondo un recente studio pubblicato dalla Bri, la banca dei regolamenti internazionali, nel 1983, all’apogeo della prima repubblica, la quota del P.I.L., intascata dalla voce profitti, era pari al 23.12 per cento. Di converso quella destinata ai lavoratori superava i tre quarti. Più o meno la stessa situazione del 1960, prima del “miracolo economico. ”L’allargamento della fetta del capitale comincia subito dopo, nel 1985. Ma per il vero salto bisogna aspettare la metà degli anni ’90. I profitti mangiano il 29 per cento della torta nel 1995. E la fetta dei padroni, grandi, medi e piccoli non si restringe più: raggiunge un massimo del 32,7 per cento nel 2001 e, nel 2005 era al 31,34 per cento del P.I.L. quasi un terzo. Ai lavoratori quell’anno, è rimasto in tasca poco più del 68 per cento della ricchezza nazionale. Otto punti in meno, rispetto al 76 per cento di vent’anni prima. Una cifra enorme, uno scivolamento tettonico. Per capirci, l’8 per cento del P.I.L. di oggi è uguale a 120 miliardi di euro. Se i rapporti di forza tra capitale e lavoro fossero ancora quelli di vent’anni fa, quei soldi sarebbero nelle tasche dei lavoratori italiani, vorrebbero dire 5 mila 200 euro in più in media all’anno, se consideriamo anche gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti, che in realtà stanno un po’ di qui, un po’ di là. Se consideriamo solo i 17 milioni di lavoratori dipendenti, vuol dire 7 mila euro tonde in più. Altro che taglio delle aliquote Irpef.” Maurizio Ricci La Repubblica del 3. 5. 2008 Questa è realtà. Chi produce sta sempre peggio, chi non produce sempre meglio. E i sindacati? Hanno collaborato a questa situazione e continuano a farlo. Il sindacato, strumento delle lavoratrici e dei lavoratori, è diretto da individui che hanno a cuore gl’interessi del “paese” e quindi del sistema che vive di quello che le lavoratrici ed i lavoratori producono. Gli attuali dirigenti sindacali hanno a cuore il profitto, non certo il salario. Hanno accettato di tutto pur di venire incontro al profitto! La riforma della contrattazione è solo l’ultima invenzione per indebolire ulteriormente i produttori. Nulla mai potrà esserci alla luce del sole fino a quando esisteranno profitto e salario. A seconda della condizione sociale gli esseri umani avranno sempre obiettivi diversi e dissimili. La realtà del mondo che vede circa due miliardi di persone che provano “il morso del lupo”, la fame, con circa cinquanta milioni di bambini che muoiono per non poter cibarsi adeguatamente, non potrà mutare fin quando il re egemone è il profitto. Illudersi che senza variare la realtà economico-sociale un partito, un individuo, possa venire incontro alle esigenze umane è pura illusione. Per liberarsi dalla schiavitù ideologica ed iniziare un cammino di libertà la prima cosa da fare è prendere coscienza di questa realtà. Questa presa di coscienza è il primo passo per incamminarsi verso il sogno, sempre più realizzabile, di un “Mondo Nuovo” senza profitto e salario, ma con una produzione mirata ala consumo e con l’essere umano ed i suoi bisogni al centro della società. Una società non più divisa da vari interessi, ma unita su obiettivi comuni: una società di persone libere! Una società in grado di liberare l’umanità dai problemi radicali dell’esistenza: il lavoro, la casa, il cibo, la salute. L’attuale dimensione sociale non sarà mai in grado di raggiungere questi obiettivi per un motivo molto semplice: non sono i suoi. L’unico suo obiettivo è il profitto ed esso vive sulla mancanza di lavoro per comprare la forza lavoro a minor prezzo e dare salari da fame che, in tanti casi, non permettono un’abitazione decente, un’alimentazione corretta, una cura della salute efficace. Un “Mondo nuovo” è possibile, sta a noi volerlo conquistare! Se lo vogliamo, possiamo sognare! Se lo vogliamo, possiamo assaporare “ il caldo respiro della speranza”!

(0 punti) (16 commenti) TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi 4 anni fa

Capitalismo, mondo di “Disio senza speme”. Comunismo, causa di tutta l’”Umanità”. L’essere umano ha da sempre desiderato una vita serena, tranquilla, libero dai bisogni. Ed ogni azione di qualsiasi individuo, al di là dei giudizi morali, è mossa dalla volontà di giungere a questo obiettivo. Quante volte abbiamo ascoltato qualcuno dire:” Ah …se avessi tanto denaro quante cose potrei fare. Farei questo…quest’altro…quest’altro ancora…”. La possibilità di una vita sognata in questo mondo passa attraverso il denaro e la sua quantità determina le condizioni di vita materiali. L’autonomia , l’emancipazione, la libertà sono dovuti allo “Schiavo giallo”, il denaro, battezzato così da Shakespeare. Questa prodigiosa materia capace di “rendere nero il bianco, bello il brutto, diritto il torto, nobile il basso, giovane il vecchio e valoroso il codardo.” Partendo da questa realtà ogni essere umano, dotato di intelligenza ed onestà intellettuale, dovrebbe ammettere che la persona non sarà mai libera di emanciparsi e non avrà mai pari opportunità se le condizioni materiali non saranno pari per tutti. Un essere umano non sarà mai libero se dovrà vendere il suo corpo o la sua anima per sopravvivere. E fin quando un solo essere umano è costretto ad elemosinare la vita, la società non può dirsi libera, giusta, eguale, fraterna. Ogni individuo ha i suoi desideri, i suoi sogni, ma in questo mondo per la quasi totalità rimangono desideri e sogni senza alcuna speranza di realizzazione. La conseguenza delle delusioni è prendersela con cause che sono effetti della causa principale: questa struttura socio-economica è fondata sull’interesse privato e non sociale. “ Se il ben inteso interesse è il principio di ogni morale, ciò che importa è che l’interesse privato dell’uomo coincida con l’interesse umano. Se l’uomo non è libero in senso materialistico, cioè se è libero non per la forza negativa di evitare questo o quello, ma per la capacità positiva di affermare la sua vera individualità, non si deve punire il delitto del singolo, ma distruggere i luoghi antisociali dove il delitto nasce, e dare a ciascuno nella società il posto di cui ha bisogno per l’estrinsecazione essenziale della sua vita. Se l’uomo è formato dalle circostanze , si devono rendere umane le circostanze. Se l’uomo è sociale per natura, egli sviluppa la sua vera natura solo nella società, e la potenza della sua natura deve trovare la sua misura non nella potenza dell’individuo singolo, ma nella potenza della società.” La sacra famiglia K. Marx, F. Engels. “Dobbiamo operare affinchè alcun essere umano sia schiavo di un altro essere umano né materialmente né moralmente. Dobbiamo creare un mondo basato sulla fratellanza, uguaglianza, libertà e, quindi, sulla pace, sull’amore, ove ognuno dia il suo contributo sociale e dalla società riceva la possibilità di soddisfare i suoi bisogni materiali e morali. Un mondo ove uomini e donne abbiano la possibilità di vivere come meglio credono e ove sono loro a decidere del presente e del futuro. Gli occhi oltre il cielo Giuseppe Calocero. C’è molto da fare! I mass-media dominanti propagandano sfiducia e rassegnazione, i loro luoghi comuni dicono che il mondo è stato sempre così e così sarà. Dicono falsità! Il mondo economico e sociale ha subito varie trasformazioni nella storia a seconda dello sviluppo delle forze produttive, è stato, è, sempre dinamico, mai statico. In ogni modello socio-economico, che si è succeduto nella storia, crescevano gli embrioni della società seguente. Nella società odierna vi sono gli embrioni della nuova frontiera dell’umanità. Bisogna accudirli, farli crescere! C’è molto da fare! “Per i suoi principi, il comunismo è al di sopra del dissidio tra borghesia e proletariato, poiché lo considera giustificato nel suo significato storico soltanto per il presente, non per il futuro; esso intende appunto sopprimere tale dissidio. Riconosce perciò, finchè il dissidio permane; che il risentimento del proletariato contro i suoi oppressori è una necessità, che rappresenta la leva più importante del movimento operaio ai suoi inizi; ma va oltre tale risentimento, perché il comunismo è appunto una causa di tutta l’umanità, non soltanto degli operai.” La situazione della classe operaia in Inghilterra. F. Engels.

(0 punti) (2 commenti) Mea Culpa: SINISTRA ARCOBALENO 4 anni e 1 mese fa

Il caldo respiro della speranza “Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo! Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti. La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario. Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore. Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione. Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale. La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative. Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico. Tutti devono partecipare al processo produttivo… Tutti devono avere una casa… Tutte le azienda saranno di proprietà sociale… Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa. Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private. Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole… Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo. Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.” Il caldo respiro della speranza Giuseppe Calocero Questo è l’unico e concreto programma per cambiare la condizione umana! Qualsiasi altro, mettendo al centro il profitto, non potrà mai realizzare una società libera, fraterna, uguale. Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, un mondo nuovo è possibile e necessario. Sta a noi, che “ci alziamo con la bava alla bocca” per le ingiustizie, che siamo costretti a subire, voler conquistare la nuova frontiera dell’umanità. Se lo vogliamo, possiamo sognare!

Tra cavalieri d’industria e verba magistri la moltitudine dei cittadini porta vino e beve acqua. “ Il proletariato non ha alcun interesse al mantenimento della società esistente. Gli manca solo la coscienza della sua missione, la scienza, la filosofia: diverrà il perno di tutto il movimento emancipatore se s’impregna di questa coscienza, di questa filosofia, se comprende le condizioni della sua emancipazione, se comprende il grande ruolo che gli è toccato”. Marx ed Engels D. Rjazanov Fin quando non avrà coscienza del suo ruolo storico in una società dove le idee dominanti sono quelle delle classi dominanti sarà preda di cavalieri d’industria e verba magistri e porterà vino e berrà acqua. Aumenterà nella società la ricchezza e nello stesso tempo la pauperizzazione. I cavalieri d’industria ed i loro mass media sono organizzati nel far vedere alle persone che gli stipendi sono bassi e non bastano ad una vita decente, che la disoccupazione è una piaga, che la famiglia è lasciata sola nella crescita dei figli in una società dove tutto ha un costo, spesso proibitivo per le classi lavoratrici, che non si può uscire di sera per il timore di atti criminali, che c’è ingiustizia, disuguaglianza, miseria, ma che non c’è speranza di un mondo nuovo, diverso. Incutono paura del presente e del futuro per far chiudere le persone in se stesse, nell’individualismo, nell’egoismo e nascondere la causa vera della realtà misera in cui si è costretti a vivere: il vecchio mondo. Illudono i cittadini con promesse, che, se anche mantenute, non cambieranno la condizione di milioni di persone. I cittadini sono spettatori e mai protagonisti della storia. Invece… la storia siamo noi! Siamo noi che produciamo beni e servizi, ma non usufruiamo di quanto prodotto, se non in minima parte. Per essere protagonisti bisogna impadronirsi della scienza sociale ed acquisire coscienza dei rapporti economici. Solo in tale modo s’imparerà a discernere sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gl’interessi di queste o quelle classi e non si sarà vittima ingenua degl’inganni e delle illusioni. Un mondo nuovo è possibile, godere la vita in tutto il suo splendore è un diritto! Ma non sarà realtà se non prendiamo coscienza dei rapporti di produzione dell’attuale società e che l’ottica del profitto ha in se il disegno dello sfruttamento, della miseria, della disuguaglianza, dell’ingiustizia, della schiavitù ai bisogni materiali e spirituali. Non basta cambiare un governo per cambiare vita! E’ un’illusione! Se non mutano i rapporti di produzione, se al posto del profitto non viene posta la centralità della vita umana, i governi possono cambiare, ma le condizioni di sopravvivenza restano. Noi vogliamo vivere, non sopravvivere! Noi vogliamo godere dei beni prodotti, non sognarli! Noi vogliamo assaporare il caldo respiro della speranza! L’essere umano nella sua straordinaria bellezza deve lottare per vivere con tutte le sue forze e la sua intelligenza , sentendosi parte dell’umanità e vedendo nell’altro un compagno di viaggio, non un nemico. L’essere umano deve prendere coscienza che le divisioni nascono da una realtà sociale ove gl’interessi sono distinti e contrapposti e che solo superandola si potranno abolire le divisioni e trovarsi uniti e compatti in obiettivi comuni. Se lo vogliamo, possiamo costruire un mondo nuovo! Se lo vogliamo, possiamo sognare!

Il mondo che vorrei. Tutti nell’attuale società dicono di essere per la vita, per la difesa della vita. Intanto miliardi di persone non godono delle bellezze dell’esistenza, non vivono. Sopravvivono! Miliardi di esseri umani soffrono la fame. Milioni di bambini muoiono d’inedia. Ciò nonostante la produzione di beni abbia raggiunto livelli tali da poter soddisfare i bisogni di tutto il genere umano. Eppure ancora vi sono coloro che, testardi, continuano a difendere l’attuale sistema sociale, economico e politico! “Taciti, soli, senza compagnia n’andavan l’un dinanzi e l’altro dopo, come i frati minor vanno via” Come dice Dante degl’ipocriti nel canto XXIII dell’ Inferno. Ancora credono che possa migliorarsi e non si accorgono che peggiora con il tempo e che le condizioni umane siano secondarie all’ottica del profitto ed allo sfruttamento, che ne consegue. Sono in buona fede o difendono interessi ben precisi? Costoro continuano a perpetrare un falso storico e cioè che il mondo nuovo sia stato già realizzato nell’Unione Sovietica, in Cina ed altri paesi e non sanno o forse non vogliono sapere che in quei paesi non c’è mai stato sistema senza l’egida del profitto e che la forma assunta in certi momenti storici non era altro che capitalismo di stato. Cosa c’entra Stalin con il mondo nuovo? Egli semmai è stato un persecutore delle speranze di una nuova società, arrivando ad uccidere le persone che avevano nel cuore una nuova realtà sociale. “Uno spettro si aggira per l’Europa:è il comunismo!” Diceva Cavour. Oggi, visto l’abnegazione che tanti mettono in campo nel cercare di combattere questa dottrina, lo spettro continua ad aggirarsi! E il fatto che nella società vi siano pensieri e sentimenti, che ardono nei cuori e nelle menti sulla necessità di un mondo nuovo, mostra come nella stessa società vi siano i germi di un futuro di libertà, uguaglianza, fratellanza, pace. Il capitalismo è un morto che cammina! Sembra forte, più forte di sempre, ma più aumenta la sua forza e più cresce la sua debolezza, poiché crescono le sue contraddizioni insanabili. Salario e profitto non potranno mai andare d’accordo! “Cioè appena il lavoro comincia ad essere diviso ciascuno ha una sfera di attività che gli viene imposta e dalla quale non può sfuggire: è cacciatore, pescatore, o pastore o critico critico, e tale deve restare se non vuole perdere i mezzi per vivere; laddove nella società comunista, in cui ciascuno non ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo a piacere, la società regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, così come mi vien voglia; senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico.” “L’ideologia tedesca K. Marx F. Engels Questa è la vita che vogliamo! Questa è la vita che meritiamo! “ Se l’uomo è sociale per natura, egli sviluppa la sua vera natura solo nella società, e la potenza della sua natura deve trovare la sua misura non nella potenza dell’individuo singolo ma nella potenza della società.” La sacra famiglia K. Marx F. Engels L’interesse di ogni persona deve coincidere con l’interesse del genere umano! In questa società non è così. Non sarà mai così. Chi è per la vita deve lavorare per la coincidenza dell’interesse individuale con quello generale dell’umanità. Solo così si è per la vita e per l’umanità; per la sua libertà, uguaglianza, fratellanza! Se lo vogliamo, possiamo assaporare il caldo respiro della speranza! Se lo vogliamo, possiamo sognare!

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Il caldo respiro della speranza “Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo! Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti. La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario. Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore. Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione. Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale. La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative. Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico. Tutti devono partecipare al processo produttivo… Tutti devono avere una casa… Tutte le azienda saranno di proprietà sociale… Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa. Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private. Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole… Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo. Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.” Il caldo respiro della speranza Giuseppe Calocero Questo è l’unico e concreto programma per cambiare la condizione umana! Qualsiasi altro, mettendo al centro il profitto, non potrà mai realizzare una società libera, fraterna, uguale. Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, un mondo nuovo è possibile e necessario. Sta a noi, che “ci alziamo con la bava alla bocca” per le ingiustizie, che siamo costretti a subire, voler conquistare la nuova frontiera dell’umanità. Se lo vogliamo, possiamo sognare!

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