BENVENUTA MILANO, ADDIO MILANO 
L'Alfa Milano è ormai pronta al debutto: sarà tra le regine del Salone di Ginevra a marzo del prossimo anno...
Burns:
Bel titolo, :-)))
Una bella notizia c’è però, con il debutto del Doblò debutta anche il pianale Gpunto modificato e battezzato B-Evo, con questo pianale si potranno montare le ruote indipendenti al posteriore, quindi le future Mito e Punto abbandoneranno il ponte interconnesso, e saranno le prime segmento B a non avere più il ponte interconnesso mentre per le altre case ancora si deve vedere.
Richard burns, nel tuo intervento commetti un errore che era presente anche sul Corriere della Sera di oggi: l’A.L.F.A. fu fondata da un gruppo di imprenditori lombardi nel 1910, sulle ceneri della Società Italiana Automobili Darracq, che si era stabilita al Portello un’anno prima. L’imprenditore napoletano rilevò l’azienda nel 1915, aggiungendo il suo cognome al marchio solo nel 1918.
Bravo Flying Fenders, era l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili
Esatto, Kimmi;)
è un peccato sì: Certo era meglio ke tenesse il suo quartier generale nella città natale!
Dopodichè non calcifichiamoci su sterili polemiche.
Concentriamoci sul prodotto VIVO dell’Alfa, concentriamoci sui suoi modelli…e sulla MILANO.
porca miseria si ostinano a fare questi frontali lunghissimi da tapiro con uno sbalzo improponibile..ma dove hanno gli occhi?
Un’ altra pagina di terrificante storia verrà scritta ….
Peccato…Arese pullula di muletti della prossima Giulia con carozzeria 159…e di muletti Milano con carrozzeria Bravo…almeno una parte potrebbero salvarla…almeno la pista ps dopo 20 anni l asfalto è ancora perfetto e liscio, solo un po di erba…
cacchio non ci avevo pensato!!!! b-evo significa blink epr mito e gpunto!! azzzo!




L’Alfa Milano è ormai pronta al debutto: sarà tra le regine del Salone di Ginevra a marzo del prossimo anno, ma le prime foto ufficiali (quelle che vedete a lato, invece, sono una nostra ricostruzione) dovrebbero essere distribuite già entro la fine dell’anno. Pare un’ironia della sorte il suo nome, quando a Milano, la città natale dell’Alfa, stanno per essere smantellate le ultime vestigia della Casa fondata da Nicola Romeo un secolo fa.
Tra fine dicembre e marzo 2010 scade la cassa integrazione per gli ultimi 345 lavoratori Alfa ancora di stanza ad Arese, vicino al capoluogo lombardo, divisi tra centro Stile, Progettazione, laboratori, commerciale e Powertrain, cioè la divisione motori e cambi. Per tutti si prospetta lo spostamento a Torino o la mobilità. Proprio oggi si è tenuto un incontro in Assolombarda tra l’azienda e le sigle sindacali, che chiedevano l’annullamento del trasferimento. Ma Fiat ha tenuto duro nella sua decisione e l’Alfa dà l’addio a Milano.
“I centri stile affacciati sul mare? A noi designer può far piacere, ma non raccontiamocela: alcune delle più belle macchine del secolo scorso sono nate in oscuri uffici accanto a officine unte di grasso nella periferia milanese”. Le parole sono di Walter de’ Silva, che molti anni prima di diventare il big boss del design del gruppo Volkswagen aveva diretto il Centro stile di Arese (nella terza foto). Con esso se ne va un pezzo di storia dell’automobile di questo Paese. In tempi di globalizzazione forse c’è poco spazio per il sentimentalismo, ma siamo sicuri che in fatto di marchi automobilistici le radici abbiano il loro peso.
Ora la Milano, a lungo attesa, avrà il compito di fare da portabandiera a un’Alfa sempre più slegata dalle sue origini e sempre più proiettata su uno scenario internazionale che dovrebbe - il condizionale è ancora d’obbligo - vedere il ritorno della marca del Biscione sui mercati del Nordamerica. E non solo nei listini, ma forse addirittura sulle linee produttive di alcuni stabilimenti americani della Chrysler. La Milano raccoglie il testimone di un’auto mitica, la 147, concepita da Walter de’ Silva e Wolfgang Egger (allora suo braccio destro), che è stata un riferimento nel design e che ha resistito sul mercato, e piuttosto bene, per un decennio