ALITALIA La crisi ha i giorni contati. Ecco perchè. 
Una "newco" e una "bad company"… Termini inglesi, come sempre nel campo dell’alta finanza, per discriminare "il grano dal loglio" di quel che oggi resta dell’Alitalia, la ex grande compagnia di bandiera italiana ridotta ad un’azienda in stato prefallimentare. Sulla divisione in due dell’azienda si impernia infatti il piano che Intesa Sanpaolo, la più grande banca italiana scelta dal governo Berlusconi come "advisor" del salvataggio della compagnia, sta per presentare sul futuro di Alitalia. Significa, in pratica, mettere tutte le attività sane (o meglio: ancora risanabili) in una società nuova di zecca (la "newco", appunto nuova società), da rifinanziare con il concorso di soli capitali privati e irrobustire con la fusione di AirOne; e lasciare le attività irrecuperabili in una società-scatola (bad-company, cioè società cattiva) ancora posseduta dallo Stato, a compiere una lunga e inevitabile strada di liquidazione, e quindi ancora perdite.

