“Con Berlusconi l’Italia non ha speranze” lo sostiene il settimanale “The economist” in un acceso editoriale apparso nel numero in edicola quest’oggi. “Ma davvero l’Italia vuole un altro governo Berlusconi?”, si chiede la rivista.
Pur riconoscendogli la capacità di aver formato nel passato governo una maggioranza solida, L’Economist critica duramente il cavaliere per aver “sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche”.
“Non c’è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi” continua l’ articolo “Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell’evasione fiscale”.
“Berlusconi”, conclude l’Economist, potrebbe rivelarsi peggiore dell’ultimo governo…Povera Italia”. Non è la prima volta che l’Economist attacca Silvio Berlusconi. Celebre fu la sfuriata alla vigilia delle elezioni del 2001. Allora il settimanale giudicò Berlusconi “unfit” (inadatto) a guidare l’Italia. Critiche ribadite qualche mese dopo quando il leader di Forza Italia finì in copertina insieme al titolo “Basta”, corredato dal commento “E’ tempo di cacciare Berlusconi”.
The Economist boccia Mr Berlusconi: “La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi”
Giovedí 31.01.2008 15:12
L’Italia vacilla e all’orizzonte si ripresenta con forza la possibilità che Silvio Berlusconi torni a guidare il paese. Il settimanale britannico The Economist nel numero in edicola questa settimana si occupa della crisi di governo italiana e, boccia un Mr Berlusconi “redux”, rimanendo sulla linea del 2001 segnata dalla storica copertina che dichiarava il tycoon dei media “Unfit to lead Italy” (inadeguato a guidare l’Italia).
Questa settimana al termine delle consultazioni, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto al presidente del Senato Franco Marini di formare e guidare un governo ad interim che possa portare a termine la riforma elettorale. Per l’ex democristiano non sarà facile, come lui stesso ha ammesso, trovare i numeri per portare a termine la missione. Tanto più che un Berlusconi “affamato” di potere chiede a gran voce di andare alle urne. La cosa più bizzarra sarebbe che l’Italia - scrive il settimanale - andasse a votare con l’attuale sistema elettorale. Mr Berlusconi risulta il favorito, anche se il successore di Romano Prodi, il sindaco di Roma Walter Veltroni potrebbe ridurre il suo vantaggio.
Il problema principale dell’Italia, tuttavia, scrive TheEconomist nell’articolo di commento “Unsteady as she goes” (che tradotto significa più o meno l’Italia “instabile in corsa”), è che mancano dei genuini riformatori che facciano le liberalizzazioni. Forse un Veltroni potrebbe essere più coraggioso del passato governo, ma le sue credenziali riformiste non sono state testate e il controllo di una qualsiasi coalizione di centro sinistra potrebbe rivelarsi non tanto più fermo di quello di Prodi.
Sul ritorno di Berlusconi il settimanale non ha invece dubbi: non v’è un barlume di speranza che un suo nuovo governo possa dare una prova migliore di Prodi. Di sicuro bloccherebbe la riforma fiscale avviata con successo dal governo uscente. Mr Berlusconi ha messo in chiaro che la sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi, rendendo più difficile l’uso delle intercettazioni come prove nei processi. Per quanto sia stato un uomo di successo nel business, rimane ‘unfit’ (inadeguato) per il lavoro a cui aspira. Poor Italy.
Udo Gumpel, di N-Tv, primo gruppo televisivo in Germania:
«Berlusconi è notoriamente inadatto.
La percezione in Germania è proprio questa: personaggio inaffidabile e ridicolo.
Quando da noi si cerca di mettere mano a qualcosa, per non incorrere in errori si spiegano le cose da non fare e viene automatico l’esempio di Berlusconi e del suo sistema-paese.
I tedeschi soffrono all’idea di un ritorno di Berlusconi: non è un leader nè un modello, è ricordato per le sue battute, come quella pessima a Schulz al Parlamento europeo.
Per i tedeschi, che hanno un grande amore per l’Italia, è inconcepibile che gli italiani abbiano ancora fiducia in Silvio Berlusconi.
Personalmente l’Italia mi pare in stato comatoso.
C’è disamore per il centrosinistra per le promesse non mantenute ma nello stesso tempo non vedo un gran entusiasmo per B. Il verdetto che uscirà dalle possibili urne? Di nuovo Berlusconi e sarà il peggior governo che l’Italia avrà mai vissuto»
Marcelle Padovani, Le Nuovelles Observateur:
«A Parigi vedono come una catastrofe il ritorno di Berlusconi, parlo ovviamente del mondo giornalistico di destra e sinistra che frequento.
Perché quel ritorno vuol dire nuova inaffidabilità, incapacità sul risanamento e sulla finanza pubblica.
Dai francesi è stato invece molto apprezzata la scelta del rigore di Prodi: rigore economico per la finanza pubblica e l’evasione fiscale.
Prodi gode all’opposto di Berlusconi di una fama che in Italia non vi rendete neppure conto: la sua presidenza Ue, il suo passato di cattolico sociale, una fama che corrisponde di più a quello che ci si aspetta da un capo di governo.
In Francia, adesso che abbiamo Sarkozy, il ripetersi di un’esperienza populistica anche in Italia non è rassicurante per la sorte della democrazia. C’è molta preoccupazione».
eter Popham, The Independent:
«Il governo Berlusconi dal 2001 al 2006 ha avuto tanti difetti ma è anche vero che Berlusconi rimane il politico più popolare del paese.
In inglese si dice: ogni popolo ha il governo che merita.
Se Berlusconi dovesse vincere anche questa volta, vorrà dire che è il giudizio sulla mentalità degli italiani. In Inghilterra il politico Berlusconi è giudicato personaggio straordinario, affascinante, proprio perché nonostante i fallimenti è ancora popolare».
“Con Berlusconi l’Italia non ha speranze” lo sostiene il settimanale “The economist” in un acceso editoriale apparso nel numero in edicola quest’oggi. “Ma davvero l’Italia vuole un altro governo Berlusconi?”, si chiede la rivista.
Pur riconoscendogli la capacità di aver formato nel passato governo una maggioranza solida, L’Economist critica duramente il cavaliere per aver “sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche”.
“Non c’è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi” continua l’ articolo “Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell’evasione fiscale”.
“Berlusconi”, conclude l’Economist, potrebbe rivelarsi peggiore dell’ultimo governo…Povera Italia”. Non è la prima volta che l’Economist attacca Silvio Berlusconi. Celebre fu la sfuriata alla vigilia delle elezioni del 2001. Allora il settimanale giudicò Berlusconi “unfit” (inadatto) a guidare l’Italia. Critiche ribadite qualche mese dopo quando il leader di Forza Italia finì in copertina insieme al titolo “Basta”, corredato dal commento “E’ tempo di cacciare Berlusconi”.
The Economist boccia Mr Berlusconi: “La sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi”
Giovedí 31.01.2008 15:12
L’Italia vacilla e all’orizzonte si ripresenta con forza la possibilità che Silvio Berlusconi torni a guidare il paese. Il settimanale britannico The Economist nel numero in edicola questa settimana si occupa della crisi di governo italiana e, boccia un Mr Berlusconi “redux”, rimanendo sulla linea del 2001 segnata dalla storica copertina che dichiarava il tycoon dei media “Unfit to lead Italy” (inadeguato a guidare l’Italia).
Questa settimana al termine delle consultazioni, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto al presidente del Senato Franco Marini di formare e guidare un governo ad interim che possa portare a termine la riforma elettorale. Per l’ex democristiano non sarà facile, come lui stesso ha ammesso, trovare i numeri per portare a termine la missione. Tanto più che un Berlusconi “affamato” di potere chiede a gran voce di andare alle urne. La cosa più bizzarra sarebbe che l’Italia - scrive il settimanale - andasse a votare con l’attuale sistema elettorale. Mr Berlusconi risulta il favorito, anche se il successore di Romano Prodi, il sindaco di Roma Walter Veltroni potrebbe ridurre il suo vantaggio.
Il problema principale dell’Italia, tuttavia, scrive TheEconomist nell’articolo di commento “Unsteady as she goes” (che tradotto significa più o meno l’Italia “instabile in corsa”), è che mancano dei genuini riformatori che facciano le liberalizzazioni. Forse un Veltroni potrebbe essere più coraggioso del passato governo, ma le sue credenziali riformiste non sono state testate e il controllo di una qualsiasi coalizione di centro sinistra potrebbe rivelarsi non tanto più fermo di quello di Prodi.
Sul ritorno di Berlusconi il settimanale non ha invece dubbi: non v’è un barlume di speranza che un suo nuovo governo possa dare una prova migliore di Prodi. Di sicuro bloccherebbe la riforma fiscale avviata con successo dal governo uscente. Mr Berlusconi ha messo in chiaro che la sua priorità sarebbe quella di proteggere i propri interessi, rendendo più difficile l’uso delle intercettazioni come prove nei processi. Per quanto sia stato un uomo di successo nel business, rimane ‘unfit’ (inadeguato) per il lavoro a cui aspira. Poor Italy.
Udo Gumpel, di N-Tv, primo gruppo televisivo in Germania:
«Berlusconi è notoriamente inadatto.
La percezione in Germania è proprio questa: personaggio inaffidabile e ridicolo.
Quando da noi si cerca di mettere mano a qualcosa, per non incorrere in errori si spiegano le cose da non fare e viene automatico l’esempio di Berlusconi e del suo sistema-paese.
I tedeschi soffrono all’idea di un ritorno di Berlusconi: non è un leader nè un modello, è ricordato per le sue battute, come quella pessima a Schulz al Parlamento europeo.
Per i tedeschi, che hanno un grande amore per l’Italia, è inconcepibile che gli italiani abbiano ancora fiducia in Silvio Berlusconi.
Personalmente l’Italia mi pare in stato comatoso.
C’è disamore per il centrosinistra per le promesse non mantenute ma nello stesso tempo non vedo un gran entusiasmo per B. Il verdetto che uscirà dalle possibili urne? Di nuovo Berlusconi e sarà il peggior governo che l’Italia avrà mai vissuto»
Marcelle Padovani, Le Nuovelles Observateur:
«A Parigi vedono come una catastrofe il ritorno di Berlusconi, parlo ovviamente del mondo giornalistico di destra e sinistra che frequento.
Perché quel ritorno vuol dire nuova inaffidabilità, incapacità sul risanamento e sulla finanza pubblica.
Dai francesi è stato invece molto apprezzata la scelta del rigore di Prodi: rigore economico per la finanza pubblica e l’evasione fiscale.
Prodi gode all’opposto di Berlusconi di una fama che in Italia non vi rendete neppure conto: la sua presidenza Ue, il suo passato di cattolico sociale, una fama che corrisponde di più a quello che ci si aspetta da un capo di governo.
In Francia, adesso che abbiamo Sarkozy, il ripetersi di un’esperienza populistica anche in Italia non è rassicurante per la sorte della democrazia. C’è molta preoccupazione».
eter Popham, The Independent:
«Il governo Berlusconi dal 2001 al 2006 ha avuto tanti difetti ma è anche vero che Berlusconi rimane il politico più popolare del paese.
In inglese si dice: ogni popolo ha il governo che merita.
Se Berlusconi dovesse vincere anche questa volta, vorrà dire che è il giudizio sulla mentalità degli italiani. In Inghilterra il politico Berlusconi è giudicato personaggio straordinario, affascinante, proprio perché nonostante i fallimenti è ancora popolare».