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Marchionne: "Che peccato se l’Italia ci costringe ad abbandonare" 
«Fiat non decide le condizioni del mercato, ma deve adattarsi ed è difficile agire se le relazioni industriali non sono stabili. Crediamo che un accordo che è stato negoziato dalle parti e accettato e ratificato dalla maggioranza dei lavoratori non possa essere rimesso in discussione da una minoranza. È una cosa che non accade da nessuna parte e Fiat non intende risedersi al tavolo negoziale. Abbiamo fatto più di quanto si possa chiedere razionalmente a un’azienda, non abbiamo intenzione di fare altri passi».

